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[personal profile] fairy_circles
Titolo: Speed Date Night
Fandom: Mo Dao Zu Shi (e piccoli crossover)
Rating: safe
Personaggi: Wei Wuxian, Lan Wangji, Jiang Cheng, Nie Huaisang, Wen Ning
Pairings: WangXian
Word count: 4816

Era una serata sonnolenta nel salotto di casa Jiang. Quattro amici avrebbero dovuto incontrarsi per divertirsi ma le cose non erano andate come previsto e le ore erano scivolate via nella noia più o meno completa. Seduto sul tappeto, con la schiena appoggiata al divano, Jiang Cheng sorseggiava una bibita con scarso interesse per ciò che lo circondava. Sopra quello stesso divano, le gambe sopra lo schienale e la testa che sfiorava il pavimento, Wei Wuxian osservava il soffitto facendo rimbalzare un piede sui cuscini morbidi. Sprofondato nella poltrona accanto, Wen Ning era assorto nella lettura di un libro e, seduto ai suoi piedi, Nie Huaisang era intento in una partita distratta al videogioco di turno. Di solito stavano bene insieme e il tempo trascorso in compagnia non era mai abbastanza, ma in quei giorni tra Natale e Capodanno tutti si sentivano in un limbo: la corsa alla pianificazione delle feste si era conclusa e il nuovo anno con il suo carico di impegni non era ancora iniziato. Il tempo sembrava esso stesso ozioso.
«Avete deciso cosa fare a Capodanno?» chiese a un tratto Huaisang, abbassando il joystick.
Era la domanda che chiunque temeva e che si rimbalzavano tra loro da almeno due mesi. Nessuno aveva mai avuto una risposta. Ogni anno si ripromettevano di fare qualcosa di spettacolare e ogni anno, puntualmente, si ritrovavano all’ultimo a imbucarsi in qualche locale strapieno o ad adattarsi a qualche festicciola di famiglia.
Wei Wuxian abbassò ancora di più la testa per guardare l’amico e i suoi lunghi capelli neri spazzarono il pavimento. Jiang Cheng gli lanciò un’occhiata disgustata e alzò gli occhi al cielo. Wen Ning scosse piano la testa.
«Se non avete programmi vi andrebbe di venire con me in un posto?» continuò Huaisang.
«Certo!» esclamò Wei Wuxian, rotolando giù dal divano e recuperando la posizione eretta.
«Dipende.» obiettò Jiang Cheng con sguardo scettico.
«Quale posto?» fece Wen Ning, abbassando il libro e scrutandolo curioso.
Huaisang accennò un sorriso, soddisfatto di avere la loro attenzione. Infilò una mano nella tasca posteriore dei pantaloni e ne estrasse quattro fogli di carta.
«La Sunshot Enterprise, dove lavora mio fratello, organizza una serata di beneficenza e per puro caso io ho dei biglietti.»
Li sventolò in aria, trionfante.
«Per puro caso, eh?» fece Jiang Cheng, con una smorfia.
«Grande!» esclamò Wei Wuxian, entusiasta.
Solo Wen Ning parve perplesso.
«Le serate di beneficenza si organizzano per raccogliere fondi, ma noi non… ehm… diciamo che non siamo dotati di grande liquidità.»
Huaisang scosse la testa, come per allontanare quel pensiero insignificante.
«Non dovete preoccuparvi, questi sono pass speciali, non dovremo sborsare nulla, solo fare numero per permettere agli ospiti di divertirsi.»
Quelle parole furono sufficienti perché Jiang Cheng obiettasse.
«Di’ la verità. In realtà si tratta di un evento noiosissimo e tuo fratello ti ha pregato di trovare qualcuno che intrattenesse quei quattro poveretti che saranno costretti a partecipare.»
Era chiaro che non avesse la minima intenzione di farsi incastrare in nulla del genere.
«Ma no, come ti viene in mente?!» finse di scandalizzarsi Huaisang. «Davvero, A-Cheng, dovresti fare qualcosa per questa tua scarsa fiducia nelle persone.»
«Chissà a cosa è dovuta?» brontolò Jiang Cheng, prontamente ignorato.
«È davvero di un evento divertente.» continuò Huaisang imperterrito. «Mio fratello mi ha detto che si tratta di uno speed date e che l’organizzazione è stata curata dal suo socio Jin Guangyao, quindi sarà tutto perfetto.»
A quelle parole lo sguardo di Wei Wuxian s’illuminò.
«Quindi ci sarà anche Lan Zhan?»
Se l’evento era stato organizzato dal terzo socio della Sunshot Enterprise, alla presenza del primo, allora di certo era coinvolto anche il secondo, Lan Xichen e, di conseguenza, suo fratello Lan Wangji. Se così fosse stato Wei Wuxian vi avrebbe partecipato a qualsiasi costo.
Lui e Lan Wangji si erano incontrati per caso durante una lezione che aveva bizzarramente incrociato i loro corsi. Wei Wuxian studiava informatica e programmazione, Lan Wangji seguiva corsi di musica e filosofia. L’uno era allegro e rumoroso, l’altro silenzioso e sempre composto. L’uno era uno scapestrato, l’altro un rampollo di ottima famiglia. Non avevano assolutamente nulla in comune eppure Wei Wuxian lo adorava e avrebbe fatto di tutto per passare il Capodanno in sua compagnia.
«Er-ge ha detto di sì.» rispose Huaisang con un sorrisetto malizioso.
«Fantastico! Ci sto!»
Accanto a lui Jiang Cheng alzò gli occhi al cielo.
«Quando ti deciderai a lasciarlo perdere?» sbuffò. «Lan Wangji non ti sopporta e tu continui a dargli il tormento.»
«Non è vero!» protestò Wei Wuxian. «Sono sicuro che mi trova almeno simpatico. Semplicemente non ha ancora avuto modo di conoscermi come si deve. E quale migliore occasione di un appuntamento a Capodanno?»
Jiang Cheng si limitò a scuotere la testa, contrariato.
Huaisang, invece, dava già assodata la partecipazione di tutti all’evento.
Solo Wen Ning sembrava titubante.
«Cosa ti turba, A-Ning?» lo interrogò Wei Wuxian. «Sarà divertente!»
«Ma… è uno speed date.» obiettò l’amico. «Quindi incontreremo un sacco di gente estranea…»
Wei Wuxian fece il segno della vittoria.
«Lo scopo è proprio quello! Incontrare gente nuova e procurarsi un appuntamento entro mezzanotte! O meglio, per me procurarmi un appuntamento con Lan Zhan.»
«Sei disgustoso.» lo rimbeccò Jiang Cheng.
Huaisang ritenne che fosse il momento di intervenire.
«Non devi preoccuparti, Wen-xiong, non sarà nulla di troppo stravagante. Si tratterà solo di parlare per alcuni minuti con delle persone estratte a sorte. Se non ti piacciono non sarai costretto ad averci a che fare, puoi anche rimanere in silenzio, nessuno se la prenderà. È un evento aziendale di beneficenza quindi non c’è il rischio che accada nulla di strano.»
Certo che quelle parole avessero persuaso gli amici a partecipare, si rivolse a tutti con un sorriso smagliante.
«Allora, ci state?»
«Certo!» esclamò Wei Wuxian, raggiante.
«Non sono sicuro…» mormorò Wen Ning.
«Assolutamente no!» sbottò Jiang Cheng.
La sera dopo, all’orario stabilito, tutti e quattro erano di fronte all’ingresso del salone della Sunshot Enterprise.

All’interno del salone, poco prima che gli ospiti arrivassero, fervevano i preparativi.
I tre soci della Sunshot Enterprise erano in piedi in un angolo, intenti a rimirare il loro operato, o meglio, l’operato di uno solo di loro.
Jin Guangyao, impeccabile in completo color panna con inserti in oro e cravatta abbinata, scorreva con piglio deciso l’elenco puntato sulla cartellina che aveva in mano. Tutto sembrava in perfetto ordine: le liste degli ospiti erano state controllate, i drink erano pronti per essere sapientemente miscelati dai bartender, il rinfresco faceva bella mostra di sé sulla tavolata in fondo alla sala e su ogni tavolo spiccavano piccoli vasi di fiori freschi. La sua organizzazione era stata ottimale. Nulla avrebbe turbato l’ordine della serata e tutti si sarebbero divertiti.
Al suo fianco Lan Xichen osservava la scena con sguardo bonario, lisciando inesistenti pieghe della giacca bianco candido.
«Sono davvero felice che tu abbia accettato di partecipare in mia vece, Wangji.» stava dicendo al fratello, in piedi accanto a lui. «Sarebbe stato imbarazzante che uno dei CEO partecipasse, ma altrettanto sconveniente se nessuno di noi l’avesse fatto.»
Il giovane uomo al suo fianco non disse una parola, limitandosi ad annuire. La sua espressione rimaneva invariabilmente neutra ma nel suo sguardo si poteva scorgere un vago disagio. Yao sapeva che Xichen non aveva minimamente insistito: se suo fratello avesse mostrato di non voler partecipare, allora lo avrebbe tranquillamente esentato. E quello era il motivo per cui Lan Wangji non mostrava facilmente le proprie emozioni: se suo fratello se ne fosse accorto, non lo avrebbe messo in quella situazione, creando però un nuovo problema. Quei due erano senza speranze.
Ed era senza speranze anche il primo socio della Sunshot Enterprise, che ora stava ritmicamente stringendo e allentando il nodo della sua sobria cravatta verde scuro, spostando il peso da un piede all’altro.
«Non capisco perchè non avete voluto che partecipassi anch’io.» disse Nie Mingjue. «Sono il socio fondatore, è mio dovere mostrarmi agli ospiti. Penso che chiederò di aggiungermi alla lista dei partecipanti.»
Entrambi gli altri due si voltarono verso di lui con espressioni allarmate.
«Ti prego di non farlo, Da-ge.» disse Yao mettendo su il più accomodante dei suoi sorrisi. «Ho studiato la lista affinché vi sia un numero pari di partecipanti. Una persona in più manderebbe all’aria la programmazione.»
«Potrei entrare al posto di Wangji.» insistette Nie Mingjue. «Huaisang è tra i partecipanti, così potrei tenerlo d’occhio.»
«No!» esclamarono in coro Yao e Xichen.
Poi quest’ultimo tossicchiò e si riprese.
«Wangji tiene molto a questa partecipazione. Vero, Wangji?»
Il fratello si limitò a un: «Mm.» in cui era racchiusa tutta la delusione di chi vede la salvezza sfuggirgli sotto il naso.
«Non vorrai negargli questo piccolo divertimento. Ci penserà lui a controllare che Huaisang si comporti bene. Questa sera saranno presenti diversi investitori ed è necessario che tutto vada alla perfezione.»
Questo non significava che qualcuno di loro non avesse fiducia nelle doti diplomatiche del loro socio, era solo una questione di… precauzione, ecco.
«A questo proposito, Da-ge, vorrei mostrarti una cosa.» intervenne Yao con fare sollecito.
Fece cenno all’altro di seguirlo e condusse Nie Mingjue fuori dalla sala.
In quel momento le porte si aprirono e fecero entrare gli ospiti. L’attenzione di tutti venne catalizzata in quella direzione, compresa quella di Lan Wangji, decisamente poco entusiasta, finché il suo sguardo non cadde su una lunga coda di cavallo corvina tenuta ferma da un inconfondibile nastro rosso. In quell’istante le luci della sala gli parvero improvvisamente più brillanti.

Quando le grandi porte a vetri finalmente si aprirono, gli ospiti iniziarono a entrare nel salone. Wei Wuxian e compagni non poterono che rimanere incantati dall’eleganza dell’arredamento e dalla sobria e non-troppo-ostentata opulenza dell’ambiente. Era come se qualcuno stesse dicendo a chi guardava: “Siamo pieni di soldi ma mostrarlo è volgare, mentre noi siamo persone fini ed eleganti. Ammiraci per questo.”
Solo Nie Huaisang non batté ciglio, abituato a frequentare quegli ambienti.
«Niente male.» si limitò a commentare. «San-ge ha fatto davvero un bel lavoro, ma si vede che Er-ge ci ha messo lo zampino con l’estetica.»
Il bianco infatti, colore distintivo dei Lan, la faceva da padrone su tovaglie e tendaggi.
Mentre si stavano chiedendo come muoversi e dove sedersi, una graziosa hostess li invitò ad accomodarsi.
«Potete sedervi dove preferite. I partecipanti sono divisi in due gruppi.» spiegò porgendo porgendo loro una spilla a testa da appuntarsi sul petto. «Al suono della campanella ognuno pescherò un biglietto dal vaso corrispondente sul tavolo al centro della sala. I biglietti sono colorati e dovrete cercare la persona con il biglietto uguale al vostro. Ogni incontro dura cinque minuti. Il gioco inizierà tra poco. Buon divertimento.»
Wei Wuxian si appuntò la spilla con il numero 2 e lo stesso fece Huaisang. Jiang Cheng e Wen Ning si appuntarono l’1.
La sala iniziava a riempirsi di gente ben vestita, giovani uomini affascinati e deliziose ragazze in abiti luccicanti, tutti chiaramente appartenenti a famiglie che potevano permettersi di partecipare per beneficenza a un evento del genere. Una vista interessante, senza dubbio, ma lo sguardo di Wei Wuxian, che percorreva la sala, era alla ricerca dell’unica persona di cui gli importava verificare la presenza. Quando vide Lan Wangji già seduto a un tavolo, non poté fare a meno di illuminarsi in un sorriso. Il giovane era completamente vestito di bianco, con una sobria cravatta celeste fermata da una spilla d’argento che richiamava la forma di una nuvola. I suoi lunghi capelli scuri erano annodati in una morbida treccia posata su una spalla e legata in fondo con un nastro candido. Gli occhi dorati erano abbassati a leggere qualcosa su un foglio che teneva in mano. Era così bello che Wei Wuxian dovette impedirsi a forza di correre da lui. Stava per annunciare il suo entusiasmo di aver finalmente trovato l’oggetto del suo desiderio quando Lan Wangji spostò la mano che reggeva il foglio e… oh, no! Portava la spilla con il numero 2! Wei Wuxian si sentì crollare il mondo addosso. Stando al regolamento, due persone dello stesso gruppo non si sarebbero potute incontrare.
Si guardò attorno freneticamente alla ricerca di una soluzione: aveva accettato di partecipare a una serata come quella con il solo scopo di trascorrere del tempo con la persona che desiderava, non avrebbe permesso che uno sciocco contrattempo mandasse tutto all’aria. Il suo sguardo vagò anche sugli amici, sperando in un’improvvisa ispirazione e finì per fermarsi su Jiang Cheng.
«A-Cheng! Scambiamoci i numeri!» esclamò.
L’altro lo squadrò da capo a piedi e fece una smorfia.
«Non ci penso nemmeno.»
Wei Wuxian però non aveva intenzione di demordere.
«Andiamo! È solo un piccolo favore! Non ti costa niente! Tanto a te non importava nemmeno venire qui. Perché vuoi privare il tuo migliore amico dell’unico scopo della sua serata?»
Jiang Cheng alzò gli occhi al cielo.
«Non sei il mio migliore amico. E il karma ha deciso per te, non vedo perché dovrei contrastarlo. Così impari ad avere secondi fini.»
Wei Wuxian si portò una mano al petto e mimò una ferita mortale. Per fortuna Wen Ning venne in suo soccorso.
«Prendi il mio, Wei-xiong.» disse con un sorriso gentile, porgendogli il proprio numero. «A me non fa differenza, è più importante che tu sia felice.»
A quelle parole, Nie Huaisang si produsse un: «Awww!» commosso, mentre Jiang Cheng espresse tutto il suo disgusto arricciando il naso e guardando altrove.
Wei Wuxian gettò le braccia al collo dell’amico.
«Caro A-Ning! Tu sì che mi vuoi bene!» esclamò, stritolandolo in un abbraccio. «Non lo dimenticherò! Sarai il mio testimone di nozze!»
Wen Ning rise, imbarazzato, e gli appuntò il numero 1 sul petto.
Finalmente tutti raggiunsero il tavolo al centro della sala e pescarono il primo foglietto colorato. Questa volta la sorte fu amica di Wei Wuxian, consentendogli di pescare lo stesso cartoncino azzurro preso da Lan Wangji e, quando la campanella suonò, gli si piazzò di fronte con un gran sorriso.
«Che piacevole sorpresa trovarti qui, Lan Zhan!» esclamò. «Non avrei mai pensato che ti piacesse questo genere di eventi!»
Lan Wangji tenne gli occhi bassi, quasi stesse studiando le venature del legno del tavolino.
«Sono qui per conto di mio fratello.» si limitò a rispondere.
«Oh.» fece Wei Wuxian, vagamente deluso. «Però potrebbe essere una buona occasione per divertirsi, no? Buon viso a cattivo gioco!»
Lan Wangji gettò una rapida occhiata intorno e scosse appena la testa.
«Mn.» commentò.
Wei Wuxian si chiese se stava sbagliando qualcosa. Quando si incontravano dopo le lezioni Lan Wangji non era mai stato un grande conversatore, ma almeno lo guardava in faccia. Forse non gli faceva piacere vederlo lì, a quello che per lui era un evento di lavoro?
«Partecipi spesso a eventi per conto di tuo fratello?» tentò di nuovo.
Lan Wangji distolse di nuovo lo sguardo ed emise un: «Mn.» che poteva essere sia un’affermazione che una negazione.
Wei Wuxian iniziò a sentire la frustrazione salire, quando lo squillo della campanella lo costrinse ad alzarsi.
Lan Wangji non accennò nemmeno a muoversi.

Al primo giro Jiang Cheng venne accoppiato a una procace fanciulla vestita di rosso fuoco e dalla scollatura generosa. Quando lei iniziò a parlare con piglio deciso, spiegandogli per quale motivo non avrebbe dovuto trovarsi lì e che quelli erano solo sciocchi giochi capitalisti per estorcere denaro agli ingenui, Jiang Cheng fu tentato di scappare dall’altra parte della sala.

A Nie Huaisang capitò un tipo dall’aspetto piuttosto anonimo, vestito di giallo pallido e che aveva l’impressione di aver già visto. Il tizio in questione sembrava particolarmente interessato a fargli presente quanto la sua famiglia fosse ricca e quanto conoscesse bene l’organizzatore, ma Huaisang non se ne curò minimamente, intento com’era a monitorare la conversazione tra il suo amico e l’algido giovane Lan.

Wen Ning invece, si trovò ad avere a che fare con una ragazza che sembrava un pesce fuor d’acqua in quella sala. Portava un abito rosa pallido e i capelli raccolti, al collo aveva un piccolo talismano che assomigliava a un sacchetto di erbe profumate. Gli raccontò di non essere mai stata a un evento del genere e di sentirsi in imbarazzo. Wen Ning affermò di sentirsi esattamente allo stesso modo e i due si sorrisero.

Quando tornò al tavolo centrale per pescare un nuovo cartoncino, Wei Wuxian non ebbe la stessa fortuna. Lan Wangji era rimasto al tavolo con il suo biglietto azzurro tra le mani, ma lui ora ne aveva pescato uno giallo. Doveva correre ai ripari. Individuò quasi immediatamente la ragazza con il colore che cercava e la bloccò a metà strada.
«Oh, no, poverina!» esclamò, piazzandolesi di fronte e oscurandole così la visuale. «Il tipo con il biglietto azzurro è così noioso! Lo conosco, sai, non è un grande affare. Ma stasera mi sento generoso, mi offro di farci due chiacchiere al tuo posto. Non ringraziarmi, non c’è di che!»
Così dicendo le sfilò dalle dita il cartoncino azzurro, passandole quello giallo. La ragazza, che non aveva avuto nemmeno il tempo di rispondere a quel fiume di parole senza senso, rimase a fissarlo confusa, poi fece spallucce e si allontanò.
Wei Wuxian, trionfante, si sedette di nuovo di fronte a Lan Wangji.
«Ma guarda che caso, Lan Zhan! Ci vediamo di nuovo!» esclamò allegramente.
Dall’espressione neutra di Lan Wangji trasparì una leggera sorpresa.
«Spero non ti dispiaccia passare ancora un po’ di tempo con me.» continuò Wei Wuxian. «Puoi fare finta che sia una pausa dopo le lezioni, giusto per fare due chiacchiere. Potrei chiederti come va la tua composizione per guqin e raccontarti di come sto progettando un nuovo programma con un codice di sicurezza innovativo.»
Inaspettatamente, Lan Wangji annuì.
«Mi farebbe piacere saperlo.»

Poco distante da loro, Jiang Cheng era seduto davanti a un giovane uomo vestito completamente di nero, che si era portato un piatto pieno di stuzzichini dal tavolo del rinfresco.
«Immagino tu non sia interessato a fare conoscenza.» ipotizzò.
L’altro grugnì qualcosa di inintellegibile mentre addentava un tramezzino.
«Quindi per quale motivo sei qui?»
«Sono stato costretto.» rispose lo sconosciuto. «E per il cibo, ovviamente.»
Jiang Cheng intravide una parvenza di terreno comune, ma quello era talmente concentrato sulle prelibatezze che aveva nel piatto, che non ritenne valesse nemmeno la pena di approfondire.

Nie Huaisang, suo malgrado, si era trovato ad avere a che fare con un volto noto. Era il cugino di Wen Ning ma, a differenza dell’amico, aveva un carattere arrogante fino all’inverosimile e assolutamente insopportabile.
«Quindi mio padre ha deciso che il prossimo anno la nostra società sbancherà sul mercato azionario e affosserà completamente la Sunshot Enterprise. Conquisteremo l’intero settore e saremo i migliori in assoluto. Detto tra noi, ti conviene mollare tuo fratello e quei poveracci dei suoi soci, non hanno un futuro.» stava blaterando. «Huaisang, mi stai ascoltando?»
Il giovane Nie sbirciò da dietro il ventaglio che aveva eretto a barriera tra sé stesso e quella presenza non gradita.
«No, Wen Chao, e ti sarei grato se tacessi.» rispose. «Non riesco a capire perchè Wei-xiong si è messo a parlare di sicurezza informatica invece di provarci come si deve.»

Di fronte a Wen Ning invece si era seduto un ragazzo decisamente affascinante. Aveva lunghi capelli scuri, occhi verdi e un sorriso smagliante sulle labbra laccate di rosso. Indossava un abito ricoperto di fruscianti veli verdi e bianchi e Wen Ning lo trovava incantevole. Inoltre era anche estremamente amichevole e l’aveva messo subito a suo agio. Gli aveva raccontato di essere venuto all’evento con un amico particolarmente musone, che pensava solo a mangiare, ma che era comunque felice di aver trovato un sacco di persone simpatiche con cui fare amicizia. Sembrava un tipo molto brillante e Wen Ning si ritrovò ad arrossire quando gli strinse la mano per congedarsi.

Al giro successivo Wei Wuxian non riuscì a impossessarsi subito del cartoncino azzurro e quello finì disgraziatamente in mano a Jiang Cheng.
«Perchè sei così cattivo con me, A-Cheng?» si lagnò. «Potresti passarmi il tuo cartoncino e, chissà, magari la sorte ti premierà facendoti incontrare una bella ragazza.»
«Come se m’importasse.» sbuffò Jiang Cheng, salvo poi ricredersi immediatamente quando notò che il foglietto abbinato al suo era ancora nelle mani di Lan Wangji.
I due trascorsero i successivi cinque minuti in totale silenzio, fissandosi in cagnesco.

Il compagno che quindi la sorte affibbiò a Wei Wuxian fu un ragazzone alto, dai capelli ricci e dall’aria desolata. Si sedette di fronte a lui con uno sguardo triste e gli occhi lucidi, emanando così tanta tristezza che non poté fare a meno di domandargli se stesse bene e cosa ci fosse che non andava.
«Sono venuto qui per incontrare il mio Shizun.» disse l’altro. «Ma non riesco a parlargli, si siede sempre con qualcun altro.»
«Un bel problema.» commentò Wei Wuxian, che si trovava a subire la stessa situazione proprio in quel momento. «Hai mai pensato di dare un aiutino alla sorte scambiando il cartoncino che ti serve con il tuo?»
Se funzionava per lui non vedeva perché non avrebbe dovuto funzionare anche per altri.
«Ci avevo pensato, ma poi temo che il mio Shizun si arrabbierebbe. Sai, lui è molto ligio alle regole.»
Wei Wuxian si trattenne dall’alzare gli occhi al cielo. Ok, era uno di quelli.
Non potendo fare altro, si limitò a dare una pacca d’incoraggiamento sulla spalla del ragazzo.

Di fronte a Nie Huaisang si sedette un giovane uomo vestito con un sobrio completo verde, che si nascondeva dietro un ventaglio che quasi faceva coppia con il suo. Non ci volle molto perché capisse che il tipo in questione non era minimamente interessato alle conoscenze immediate, ma la sua attenzione era altrove. Stava fissando il tavolo a cui era seduto Wei Wuxian.
«Ti interessa il mio amico?» chiese Huaisang, sornione.
«Chi, il tipo con la coda? Affatto.» rispose l’altro. «Però sta parlando con uno che conosco.»
Quindi era il ragazzo ricciolino il soggetto del suo interesse.
«Carino.» commentò Huaisang, che a quel giro non aveva nulla di interessante da tenere sotto controllo, quindi poteva concedersi simpatiche distrazioni. «È la tua fiamma?»
«È un mio allievo.» borbottò il giovane in verde, sollevando il ventaglio.
Oh, una relazione insegnante-studente. Interessante.
«Sei un professore?»
«Qualcosa del genere.»
Era chiaro che l’altro non voleva sbottonarsi e non era nemmeno troppo interessato a fare conversazione, preferendo fissare il tavolo poco distante. Huaisang provò un po’ di pena per lui.
«Non preoccuparti, il mio amico ha altre mire.» disse per rassicurarlo.
A quelle parole, il giovane riportò la propria attenzione su di lui e la sua espressione cambiò radicalmente, facendosi ostentatamente altezzosa e distaccata.
«Non che m’importi.» disse.
Huaisang sospirò. Era uno di quelli. Buona fortuna al ricciolino.

L’incontro successivo di Wen Ning fu con un tipo bizzarro. Apparentemente non sembrava troppo fuori dal normale, ma quasi subito tirò fuori, da una piccola borsa che portava con sé, un quadernino e una penna.
«Prendo appunti per il mio nuovo romanzo.» spiegò. «Sono uno scrittore.»
«Ah.» fu l’unica cosa che commentò Wen Ning.
Di solito ammirava molto chi lavorava in contesti creativi, ma questa persona gli sembrava molto strana.
«Ehm… che… che genere di libri scrivi?» si azzardò poi a chiedere.
Lo sguardo dell’altro si accede d’entusiasmo.
«Mi fa piacere che tu l’abbia chiesto!» esclamò. «Sai, sono l’autore di una famosa stallion novel! Un sacco di gente ha letto la mia opera!»
Una stallion novel. Wen Ning si chiese di cosa si trattasse, non aveva mai sentito parlare di quel genere letterario. Più tardi avrebbe chiesto a Huaisang se ne sapeva qualcosa.
«Capisco.» disse, annuendo con un sorriso, anche se in realtà non capiva affatto.
Lo scrittore non notò minimamente in suo imbarazzo e continuò entusiasta a parlare del suo lavoro, per concludere lasciandogli un biglietto da visita con stampato un piccolo aeroplano che volava tra le stelle.
Wen Ning finse gentilmente di esserne colpito e l’altro se ne andò contento.

Il gioco volgeva al termine. Quando l’ultima campanella squillò, Wei Wuxian schizzò in piedi, raggiunse Jiang Cheng e gli strappò di mano il cartoncino azzurro.
«Sono di nuovo qui, Lan Zhan!» esclamò, sotto lo sguardo disgustato dell’amico, che non lo degnò di ulteriore attenzione e si allontanò per raggiungere gli altri.
Lan Wangji sembrava perplesso.
«Il gioco è finito.» disse.
«Non per forza!» rispose Wei Wuxian, speranzoso. «Se ti va posso continuare a raccontarti del mio programma di sicurezza informatica!»
Lan Wangji sembrò pensarci per un istante.
«E potrei… suonarti la mia nuova composizione per guqin?»
Wei Wuxian s’illuminò.
«Non vedo l’ora di sentirla!»
«A casa mia?»
«Volentieri!»
Wei Wuxian gli si appese entusiasticamente al braccio e Lan Wangji guidò entrambi tra la folla verso l’uscita della sala.
Davanti a quella scena Nie Huaisang emise un sospiro melodrammatico.
«Oh, non posso credere che stia succedendo veramente! Dopo anni di attesa e tentativi andati in fumo, quei due finalmente combineranno qualcosa!»
Al suo fianco Jiang Cheng sbuffò sonoramente.
«Come minimo Lan Wangji strimpellerà il suo guqin tutta la notte e Wei Ying rientrerà domattina dicendo che si è annoiato a morte.»
Huaisang gli batté una mano sulla spalla, condiscendente.
«Certo Cheng-Cheng, certo…»
In quel momento li raggiunse Wen Ning, con l’aria sollevata di chi era appena riuscito a sottrarsi a un grosso disagio.
«Possiamo andare a casa adesso?» chiese.
Huaisang si guardò attorno: probabilmente la maggior parte dei presenti sarebbe rimasta a festeggiare lì la mezzanotte, ma lui non aveva grande interesse a rimanere. Inoltre, senza Wei Wuxian, nemmeno gli altri due sembravano motivati. Poco male, aveva trascorso del tempo divertente e aveva assistito all’evoluzione che desiderava, poteva ritenersi soddisfatto.
«Sì, Wen-xiong, direi che è ora.» disse, ma venne interrotto da un’esclamazione di Jiang Cheng.
«Cos’è quella roba che hai in mano?»
Wen Ning sollevò il mazzetto di foglietti che era stato sul punto di mettersi in tasca.
«Questi? Tutte le persone che si sono sedute con me hanno voluto lasciarmi il loro numero. Non so bene cosa farmene, ma sono stati gentili.»
Huaisang era sul punto di congratularsi con lui, sotto gli occhi di un incredulo Jiang Cheng, quando lo sguardo gli cadde su un biglietto da visita con una grafica nota.
«Aspetta… questo è il biglietto di Airplane Shooting Toward the Sky?» chiese, incredulo.
«Intendi un tizio strano che gira con un blocco per gli appunti e dice di essere uno scrittore?» rispose Wen Ning. «Sì, è suo. Sembrava simpatico, ma ho un po’ perso il filo del suo discorso quando si è messo a elencare i nomi di tutte le mogli dell’harem del suo protagonista. Poveretto, dev’essere una vita faticosa… Se ti interessa, puoi averlo, Nie-xiong.»
Così dicendo lo passò a un entusiasta Huaisang che quasi saltellò sul posto accettandolo.
«Grazie!» esclamò. «Sono un suo grande fan! Non sai quanto t’invidi per aver potuto parlare con lui!»
Sarebbero rimasti a chiacchierare se Jiang Cheng non avesse messo fine allo scambio sbottando seccato: «Ora ce ne possiamo andare? È quasi mezzanotte e vorrei brindare a casa, senza gente fastidiosa, con i piedi al caldo e un vino decente.»
I due amici lo fissarono per un attimo poi scoppiarono a ridere e finalmente tutti e tre lasciarono la sala.

Allo scoccare della mezzanotte, soddisfatti della riuscita perfetta della serata, Lan Xichen e Jin Guangyao fecero tintinnare le loro coppe di champagne e si scambiarono il tradizionale bacio beneaugurante.
«È stata una serata perfetta.» commentò Xichen con un sorriso. «Hai davvero fatto un lavoro magnifico, A-Yao. Credo che anche Wangji si sia divertito, l’ho visto andare via con quel suo compagno di università di cui parla sempre. Spero davvero che tra loro finisca bene.»
Yao annuì, sperando che l’ottimismo del compagno fosse ben riposto visto che il “ne parla sempre” di Lan Wangji poteva essere riassunto in un paio di monosillabi e un nome proprio.
«Ho visto anche Huaisang con i suoi amici, è un vero peccato che Da-ge non fosse qui per salutarli.» continuò Xichen. «Chissà che fine ha fatto?»
Yao continuò a sorridere serafico e ritenne superfluo specificare in quale sgabuzzino aveva rinchiuso il loro socio per evitare che mandasse a monte la serata per i loro investitori, mettendo in imbarazzo tutti.
Si sarebbe fatto perdonare più tardi con un’altra bottiglia di quell’ottimo champagne e si sarebbe giustificato dicendo che, in fondo, che altro avrebbe potuto fare?








Guest stars in ordine di apparizione:
Wen Qing (fingete che non sia la sorella di Wen Ning, ho voluto accoppiarla a Jiang Cheng per citare The Untamed)
Jin Zixun
MianMian
He Xuan
Wen Chao
Shi Qingxuan
Luo Binghe
Shen Qingqiu
Airplane

Power of Dreams

"Posso accettare di pentirmi di aver seguito un sogno che non sono riuscito a realizzare, ma non voglio pentirmi di aver rinunciato a inseguirlo."

Takagi "Shujin" Akito

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