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[personal profile] fairy_circles
Titolo: Forget me not
Fandom: Mo Dao Zu Shi
Rating: safe
Personaggi: Wei Wuxian, Lan Wangji, Lan Sizhui, Jin Ling, Jiang Cheng, Lan Xichen
Pairings: WangXian
Word count: 5076

Memorie

Quando Lan Xichen uscì dalla stanza e lo lasciò solo, Wei Wuxian tornò a sedersi al capezzale del marito. Prese di nuovo una mano tra le sue e ne saggiò l’energia spirituale. Era debole e scorreva in maniera confusa nei suoi meridiani. Non percepiva il turbinio frenetico che preannunciava una deviazione del qi, ma ciò non significava che non potesse accadere.
Era preoccupato come non mai: di solito era Lan Wangji a prendersi cura di lui e assicurarsi che stesse bene, mentre ora i ruoli si erano invertiti ed era suo marito quello che giaceva inerme e bisognoso di cure. Era una situazione che lo faceva sentire smarrito ma, proprio per questo, sapeva di dover dare tutto sé stesso nel tentativo di trovare una soluzione.
Mentre si impegnava a inviare un sottile ma costante flusso di energia per ristabilire quella di Lan Wangji, sentì un leggero bussare alla porta e il pannello scorrevole scivolò sulla guida. Lan Sizhui apparve sulla soglia, il capo chino nel consueto saluto formale. Un attimo dopo sollevò su di lui due occhi enormi e carichi di sollievo.
«Baba!» esclamò, entrando nella stanza.
Si muoveva con passo leggero, quasi temesse di disturbare il paziente addormentato, ma la sua espressione era talmente carica di emozione che Wei Wuxian non poté ignorarla.
Posò delicatamente la mano di Lan Wangji sulle lenzuola e si alzò in piedi, allargando le braccia. Un istante dopo Sizhui lo stava abbracciando con tutta la disperazione di un bambino che ritrova un genitore.
«Scusami, baba.» fu la prima cosa che disse, quando fu certo che la sua voce non si sarebbe spezzata. «Non sapevo cosa fare. Il Maestro Lan non voleva ricevermi e non avevo nessuno a cui rivolgermi. È stato un azzardo da parte mia cercare l’aiuto di Zewu-jun, ma ero così preoccupato e non sapevo…»
Wei Wuxian lo strinse a sé e gli accarezzò gentilmente la schiena.
«Hai fatto bene.» lo rassicurò. «Zewu-jun era la persona migliore a cui rivolgersi in una circostanza del genere. Mi ha tenuto informato per tutto questo tempo ed è grazie a lui se sono qui. E a te. Grazie, Ravanellino.»
A quelle parole, Sizhui abbassò la testa per celare le lacrime che gli velavano gli occhi, ma Wei Wuxian non smise di accarezzargli la schiena e rassicurarlo: voleva che sapesse di aver agito bene, che era fiero di lui e che era felice di rivederlo.
«Sono stato incaricato di portarti questo.» disse il ragazzo, una volta superata la commozione, ed estrasse dalla manica un rotolo dall’aspetto noto.
Si trattava di quello contenente l’incantesimo che aveva creato quella situazione e Wei Wuxian lo afferrò con avido interesse. Prima di venire allontanato dai Meandri delle Nuvole non aveva avuto modo di visionarlo e ne sapeva qualcosa solo grazie alle lettere di Lan Xichen: non vedeva l’ora di immergersi nel suo studio. Era certo che, se avesse avuto modo di comprendere il procedimento dell’incantesimo di cui era stato vittima suo marito, non avrebbe tardato a trovare il modo di invertirlo.
Senza attendere oltre, chiese a Sizhui di continuare a trasmettere energia a Lan Wangji al suo posto, istruendolo su come farlo in maniera delicata ma costante, in modo da non sovraccaricare i meridiani del malato. Poi dispiegò il rotolo sulle ginocchia e si immerse nella lettura.
Ricordandosi delle informazioni scrittegli da Lan Xichen, si concentrò in particolare sullo schema della matrice e sui modi di attivarla. Serviva un catalizzatore, come ricordava, ma al tempo della loro irruzione in casa del ladro non avevo trovato oggetti riconducibili a un tale uso. Inoltre l’incantesimo si era attivato inaspettatamente ed era andato fuori controllo, colpendo qualcuno che non era la vittima designata dal suo ideatore. Wei Wuxian ripercorse nella memoria tutto quello che era accaduto in quei momenti concitati e ricordò le macchie di sangue sul pavimento. Il ladro doveva essersi tagliato ed era stato questo a scatenare l’incantesimo non ancora ultimato. Non c’era stato nessun catalizzatore. E se, come indicava il rotolo, questo avrebbe dovuto essere un oggetto che legava le due persone coinvolte, allora non avrebbero avuto modo di replicare un procedimento inverso, semplicemente perché un tale oggetto in quello originale non era stato utilizzato. A meno che…
Preso da un’idea improvvisa, Wei Wuxian afferrò pennello e inchiostro che si trovavano sul tavolino al centro della stanza e prese a tracciare ipotetici schemi, uno dopo l’altro, scrivendo e riscrivendo parti della matrice finchè non gli sembrò assumere una forma adeguata. Ora che era riuscito a invertire lo schema mancava solo un ultimo elemento.
«Il sangue ha attivato l’incantesimo, Lan Zhan ha dimenticato solo me, per invertire l’incantesimo quindi serve…» borbottò tra sé.
Poi all’improvviso lasciò cadere il pennello e battè le mani tra di loro, illuminandosi.
«Ma certo, il mio sangue!»
Alle sue spalle Sizhui sobbalzò.
«Sei certo che sia una buona idea, baba?» si preoccupò. «L’uso del sangue amplifica l’effetto degli incantesimi e li rende imprevedibili.»
«In questo caso invece è l’unica soluzione possibile!» esclamò Wei Wuxian. «Posso calibrare la matrice in modo che canalizzi solo l’energia necessaria, non succederà niente di male nè a Lan Zhan nè a me. Vedrai, A-Yuan, si risolverà tutto!»
Sizhui lo fissava con espressione sempre più preoccupata e alla fine si risolse a parlare.
«Va bene, però, baba, per favore, non fare tutto da solo. È un rituale che richiede molta energia e controllo, lascia che ci sia qualcun altro ad aiutarti e a sostenerti.»
A quello sguardo angosciato, Wei Wuxian non seppe dire di no e si ritrovò ad annuire con un sospiro.
«Però non coinvolgere persone che non vorrei disturbare.»
«Non preoccuparti, chiamerò solo chi vi vuole bene e vuole aiutarvi, come Jingyi e Jin Ling. Tutti noi vogliamo che Hanguang-jun si riprenda e che siate di nuovo felici.» disse il ragazzo con un sorriso incoraggiante.
Wei Wuxian sapeva di potersi fidare di lui e, dopo avergli affidato quell’incombenza, tornò a concentrare tutta la sua attenzione sulla creazione del rituale.

Non volendo spostare Lan Wangji per non causargli inutile disagio, Wei Wuxian decise di tenere il rituale nel Jingshi. Tracciò la matrice sul pavimento, attorno a un giaciglio su cui era stato posato il corpo del marito, e sistemò dei talismani sulle pareti in modo da isolare lo spazio e l’energia che sarebbe stata sprigionata. Quando Sizhui fu di ritorno, stava ragionando su quale lama fosse meglio usare per far sgorgare il suo sangue e risolse che Bichen sarebbe stata la soluzione migliore. Insieme al ragazzo giunsero, come promesso, anche Lan Jingyi e Jin Ling, entrambi ansiosi di rendersi utili in un’occasione tanto importante.
«Però non strafare come al tuo solito, Da-jiu.» lo rimproverò il giovane capoclan. «Se vedi che non funziona, lascia perdere, troveremo un altro modo.»
Wei Wuxian si lasciò sfuggire una risatina.
«Sei diventato saggio, A-Ling.» scherzò. «Non preoccuparti, siete qui proprio per questo, per sostenermi con la vostra energia spirituale, e ve ne sono grato.»
«Faremo del nostro meglio, Wei-qianbei!» fece eco Jingyi, entusiasta di essere d’aiuto.
«Prestando sempre molta attenzione, mi raccomando.» disse una voce tranquilla dalla porta.
Proprio mentre il ragazzo esprimeva con passione la sua buona volontà, altre due persone fecero il loro ingresso. Lan Xichen, che aveva appena parlato, e Jiang Cheng appena dietro di lui, che si mise subito accanto a Jin Ling.
«Zewu-jun… Jiang Cheng, anche tu…»
Wei Wuxian era senza parole.
«Non posso certo esimermi dall’aiutare a salvare mio fratello.» disse con naturalezza il capoclan Lan.
«E io non posso esimermi dal controllare che tu non faccia fuori qualcuno.» ribadì piccato il capoclan Jiang. «Primo tra tutti te stesso.»
Era sempre il solito Jiang Cheng, sarcastico e pungente, eppure lo aveva accolto in casa sua quando non aveva un altro posto dove andare e, seppur a modo suo, gli aveva fatto capire che sarebbe stato dalla sua parte se gli fosse successo qualcosa.
«Non succederà niente di male a nessuno.» li rassicurò Wei Wuxian, commosso per la loro presenza. «Grazie di essere qui.»
«Lo spero bene.»
L’ennesima esclamazione autoritaria fece voltare tutti verso l’ingresso, mentre Lan Qiren in persona faceva il suo ingresso.
«Maestro Lan.»
Wei Wuxian s’inchinò istintivamente, prima di ricordare come era stato cacciato da quell’uomo senza possibilità di replica solo poco tempo prima. Era stata la sua testardaggine a provocare la situazione in cui si trovavano.
«Xichen e Sizhui mi hanno pregato di sovrintendere al rituale che si terrà qui, per la sicurezza di tutti.» continuò Lan Qiren. «Sono stato informato che si tratta di un tentativo estremo di ripristinare la salute di Wangji ed è quindi mio dovere prestare assistenza in questa situazione.»
Non erano delle scuse, probabilmente Wei Wuxian non ne avrebbe mai ricevute, ma Lan Qiren stava accettando di partecipare a un incantesimo ideato da lui e non lo stava bandendo a vita dai Meandri delle Nuvole. L’apporto di un coltivatore potente come il vecchio maestro sarebbe stato inestimabile ed era più di quanto Wei Wuxian avesse mai osato sperare.
S’inchinò nuovamente.
«Grazie, Maestro. Farò del mio meglio.»
Lan Qiren non aggiunse altro e si andò a sedere al vertice opposto della matrice, nella consueta posizione Lan con le gambe incrociate e la schiena perfettamente dritta. Gli altri seguirono il suo esempio, posizionandosi lungo il cerchio tracciato attorno a Lan Wangji.
Wei Wuxian si soffermò per un attimo su Sizhui: avrebbe voluto ringraziarlo per le persone che aveva coinvolto e allo stesso tempo rimproverarlo perché alcune non erano tra le facce che si era aspettato di vedere. Alla fine però, davanti allo sguardo fiducioso del suo bambino, non ebbe cuore di dirgli nulla e si limitò ad annuire.
Si sedette a sua volta nel punto focale della matrice e brandì Bichen. Si provocò un taglio sul palmo, tese la mano in avanti e lasciò gocciolare il sangue sulle linee impresse sul pavimento. Immediatamente queste presero vita sprigionando una luce rosso acceso e avvolgendo l’intera formazione con lingue simili a fiamme.
Wei Wuxian poteva sentire il flusso di energia costante proveniente dagli altri componenti del gruppo che infondevano forza in lui e potere all’incantesimo. Quando sentì che questo giungeva al culmine, vide Lan Wangji spalancare gli occhi e alzarsi a sedere.
Tutti trattennero il respiro.
Wei Wuxian abbassò la mano insanguinata e vi premette sopra un fazzoletto, timoroso di aprire bocca per scoprire se era riuscito nel suo intento.
Lan Wangji si stava guardando attorno. Il suo sguardo sembrava vigile, la sua espressione impassibile come al solito.
Fu Sizhui a spezzare il silenzio, sporgendosi appena in avanti.
«Hanguang-jun…»
Gli occhi di Lan Wangji si puntarono inequivocabilmente su di lui.
«Come vi sentite?» continuò il ragazzo in tono apprensivo.
Lan Wangji non cambiò espressione, ma annuì, chinando appena il capo.
«Mn.»
Wei Wuxian si sentì stringere il cuore. Era di nuovo lui, era tornato e stava bene.
Finalmente trovò la forza di attirare l’attenzione su di sè. Si alzò e mosse un passo in avanti.
«Lan Zhan.» lo chiamò. «Mi riconosci?»
Avrebbe voluto corrergli incontro e abbracciarlo, assicurarsi che stesse davvero bene e giurargli di non lasciarlo mai più.
Lo sguardo che incontrò il suo però non aveva nulla del calore che conosceva.
«Chi sei tu?» fu la risposta.
Fu come se gli fosse stato gettato addosso un secchio d’acqua gelata.
Non aveva funzionato.
Come se la tensione accumulata fino a quel momento fosse venuta meno, si sentì cedere le ginocchia. Aveva convogliato tutta la sua energia nella riuscita dell’incantesimo e ora si rendeva conto di non riuscire a reggersi in piedi.
Con la coda dell’occhio vide un movimento di stoffa bianca dal lato in cui si trovava Sizhui, ma furono altre le braccia che lo afferrarono prima che crollasse a terra.
«Ti avevo detto di non strafare.» brontolò la voce di Jiang Cheng accanto al suo orecchio.
Wei Wuxian alzò lo sguardo su di lui e, sotto le sopracciglia aggrottate, scorse degli occhi carichi di preoccupazione.
Scosse piano la testa, con un sospiro.
«In ogni caso non è servito a niente, non ha funzionato.»
Jiang Cheng lo aiutò a sedersi con più gentilezza di quanto i suoi consueti gesti bruschi avrebbero lasciato presagire.
«Troverai un altro modo…» iniziò a dire, prima di essere interrotto da Sizhui, che si precipitò al loro fianco.
«Baba, stai bene? Ti sei affaticato troppo, dovresti vedere un guaritore!» esclamò il ragazzo. «Ah! Ma stai ancora sanguinando! Vado a chiamare qualcuno!»
Wei Wuxian lo fermò un attimo prima che balzasse in piedi, afferrandolo per una manica con la mano ancora avvolta nel fazzoletto.
«Non è niente, A-Yuan, è una sciocchezza. Il sangue si fermerà subito.»
Appena pronunciate quelle parole, qualcosa scattò nella sua mente e la comprensione lo colse all’improvviso: ecco perché non aveva funzionato, era stato il sangue.
Un sospiro affranto sfuggì alle sue labbra e le sue spalle si abbassarono in una posa sconfitta.
«È stata colpa mia se l'incantesimo non ha fatto effetto.» disse.
«Ma no, baba! Come puoi dire così? Ti sei impegnato tanto!» esclamò subito Sizhui, nella sua certezza incrollabile.
«Ora non iniziare a piangerti addosso.» lo rimbrottò Jiang Cheng. «Chiunque può fare un errore su una matrice così complessa.»
Wei Wuxian scosse di nuovo la testa.
«No, non capite. Non è la matrice, sono io.» disse. «Per invertire l’incantesimo serve il mio sangue, il sangue di Wei Wuxian, ma questo… è il sangue di Mo Xuanyu.»
Il suo tono si tinse di rassegnazione.
«Questo controincantesimo non può essere attuato perché il sangue di Wei Wuxian non esiste più…»
Potè percepire su di sé lo sguardo inorridito della maggior parte dei presenti, specialmente di Sizhui, che gli afferrò la mano con foga.
«Baba!» esclamò, ma subito s’interruppe.
Wei Wuxian capiva perfettamente perchè non sapesse cosa dire, cosa fare per consolarlo e trovare una soluzione. Non c’era nulla da dire.
«Mi dispiace.» mormorò, inchinandosi in direzione dei presenti, principalmente Lan Qiren e Lan Xichen. «Vi ho creato delle false speranze e non sono stato all’altezza delle vostre aspettative.»
«Baba, non dire così! Troveremo un modo!» esclamò Sizhui, senza lasciare la sua mano.
Dal canto suo, Lan Wangji sembrava perplesso. Sedeva sul giaciglio al centro della matrice e spostava lo sguardo da Wei Wuxian a suo fratello, come se quest’ultimo potesse chiarirgli la situazione. Tuttavia, quando Lan Xichen aprì bocca, non fu per chiarire gli avvenimenti attuali.
«Tanto tempo fa, durante il massacro della Città Senza Notte, pensavo che fossi impazzito.» disse, fissando il fratello con espressione intensa. «In mezzo a tutti quei morti, quel sangue versato e quella devastazione, hai preso Wei-gongzi privo di sensi tra le braccia, sei salito su Bichen e sei volato via. Vi ho visti allontanarvi dal campo di battaglia e ho pensato che fosse una follia. Eppure il modo in cui lo tenevi stretto e tentavi di proteggerlo dall’orrore che vi circondava avrebbe dovuto essermi rivelatore. Abbiamo perso le vostre tracce per due interi giorni e mai avrei immaginato di ritrovarti in quella grotta sperduta, mentre sussurravi a Wei-gongzi parole di una tenerezza che mi ha spezzato il cuore e lui, nel suo delirio, tentava di allontanarti. Mai avrei pensato che saresti arrivato a combattere la tua stessa famiglia per lui.»
Quel racconto, del momento più buio della sua vita, fece irrigidire Wei Wuxian. Non capiva quale fosse lo scopo di Lan Xichen e sulle prime gli sembrò quasi un attacco nei suoi confronti. Come se il capoclan Lan stesse esprimendo il suo biasimo nei confronti dell’uomo che aveva rovinato la vita di suo fratello. Tuttavia quando vide lo sguardo di Lan Wangji, gli fu immediatamente chiaro che l’intento non era quello.
La sua espressione, solitamente neutra, ora mostrava un accenno di interesse che andava oltre la perplessità e la confusione.
«Ho fatto una cosa del genere?» chiese.
Lan Xichen annuì.
«La portata del tuo sentimento era tale che hai accettato di subire la peggiore delle punizioni senza mai ritrattare o pentirti. Sostenevi di non poter giudicare, ma di accettare tutte le conseguenze al suo fianco.»
Wei Wuxian si sentì tremare e stava per chiedere a Lan Xichen di smettere, ma lo sguardo di Lan Wangji si era fatto così intenso che non osò interrompere.
«Quando hai saputo della sua morte, nonostante versassi in condizioni gravissime, ti sei trascinato fino ai Colli dei Sepolcri per verificare di persona e sei tornato portando con te un bambino.»
Lan Xichen accennò alla persona seduta dalla parte opposta della matrice e, seguendo il suo sguardo, Lan Wangji incontrò quello ceruleo di Lan Sizhui.
«Mi avete salvato la vita, Hanguang-jun.» disse il ragazzo. «Ero febbricitante e allo stremo delle forze, se non fosse stato per voi sarei morto nel luogo in cui baba, Xian-gege, mi aveva nascosto. Non solo mi avete salvato quella volta, ma mi avete regalato una nuova esistenza.»
L’espressione di Lan Wangji, di fronte al bambino che aveva cresciuto fino a farne il giovane uomo che era adesso, non poteva che addolcirsi.
E Wei Wuxian comprese l’intento di Lan Xichen: se ognuno dei presenti avesse aggiunto un tassello della loro storia di cui erano stati testimoni, forse la memoria di suo marito si sarebbe finalmente sbloccata. Non per via di un fantomatico evento magico, ma grazie alla condivisione dei loro sentimenti. Il solo pensiero lo commosse.
«Ricorderò per sempre la prima volta che ci siamo incontrati.» continuò Sizhui. «Xian-gege mi aveva portato al mercato di Yiling ma mi ero perso nella folla. Voi mi avete trovato e mi avete salvato.»
Lo sguardo di Lan Wangji si assottigliò e la sua espressione si fece pensosa.
«Tu hai trovato me.» mormorò.
Lan Sizhui sorrise.
«È vero. Ero disperato, non trovavo più Xian-gege e voi assomigliavate al mio papà.»
Wei Wuxian si sentì stringere il cuore al ricordo di quella scena tenera che, a suo tempo, l’aveva tanto divertito: il piccolo A-Yuan che strillava aggrappato alla veste di Lan Wangji e la nobile Seconda Giada di Lan che si guardava attorno con aria totalmente smarrita.
«Abbiamo pranzato tutti insieme in una locanda di Yiling ed è stato come avere di nuovo i miei genitori accanto.» proseguì il ragazzo. «Tutti temevano il Patriarca di Yiling, ma voi siete rimasto con noi e avete aiutato Xian-gege a far tornare in sé lo zio Ning. Siete venuto al nostro piccolo villaggio con il solo desiderio di poter dare una mano e, già allora, la mia impressione era quella di aver trovato di nuovo una famiglia.»
In quel momento uno sbuffo apparentemente seccato attirò l’attenzione di tutti.
«Se volete delle storielle su questi due, io potrei raccontarne a bizzeffe.» brontolò Jiang Cheng.
Wei Wuxian non era per nulla certo che il suo shidi avrebbe potuto portare aneddoti positivi in quel frangente, ma dato che era lì ed era stato gentile con lui, non poteva certo impedirgli di parlare.
«Potrei raccontarvi dell’ossessione che Wei Wuxian aveva per Lan Wangji quando avevamo solo quindici anni e studiavamo qui, ai Meandri delle Nuvole. Quanto lo tormentasse con scherzi di ogni tipo e ne ricevesse in cambio innumerevoli punizioni. Era davvero testardo, nonostante gli ripetessi in continuazione che Lan Wangji lo detestava, lui era convinto che fossero amici. Che follia. Gli ha addirittura regalato dei conigli.»
A quelle parole una risatina provenne dal lato della matrice dove si trovavano Jin Ling e Lan Jingyi.
«Eppure forse quello sciocco del mio shixiong non aveva tutti i torti visto che sono sopravvissuti per giorni nella grotta della Xuanwu senza uccidersi a vicenda.» ammise Jiang Cheng, non lesinando a Wei Wuxian un’occhiata che significava chiaramente: “però chissà cos’altro avete fatto?”. «Per non parlare di quando vi ho visti amoreggiare sotto gli alberi a Pontile del Loto e nella mia sala degli antenati.»
Lo sbuffo che emise voleva essere sprezzante ma uscì poco convinto.
Persino Lan Wangji parve perplesso da quella reazione: il capoclan Jiang era infastidito da ciò che era successo o no? Nemmeno Wei Wuxian in quel momento avrebbe saputo dirlo.
«Se si tratta di amoreggiare nessuno può battere la scena a cui abbiamo assistito Zewu-jun e io al tempio di Guanyin!» esclamò Jin Ling.
In quel momento, con le guance arrossate e le sopracciglia aggrottate, sembrava una copia ringiovanita di suo padre e Wei Wuxian per poco non scoppiò a ridere, prima di realizzare di quale aneddoto di trattasse. Forse non era proprio la cosa più adatta da raccontare in quel momento?
Qualunque sua remora però venne surclassata dal ragazzo che iniziò a spiegare.
«Eravamo in una pessima situazione, tutti prigionieri del mio Xiao-jiu Jin Guangyao e, per qualche motivo, lui e Zewu-jun si erano messi a fare congetture sullo stato della relazione tra voi, Hanguang-jun, e Wei Wuxian. Dicevano che era strano che non dormiste nella stessa stanza e si lamentavano del fatto che lui non avesse compreso i vostri sentimenti. Ero così imbarazzato che avrei voluto sparire, ma il peggio doveva ancora venire. Quando siete arrivato e Jin Guangyao ha minacciato Wei Wuxian per convincervi ad arrendervi, lui ha urlato una cosa incredibile. È stata la dichiarazione più tremenda e fuori luogo che potessi immaginare. Ha gridato davanti a tutti che…»
Jin Ling s’interruppe, con le guance in fiamme, e Wei Wuxian scoppiò a ridere di gusto.
«Puoi dirlo, A-Ling, hai il mio permesso. Non penso ci sia qualcuno in questa stanza che non ne sia al corrente.»
Jin Ling prese un respiro e buttò fuori tutto d’un fiato: «Che voleva davvero venire a letto con voi!», poi si coprì la faccia con le mani.
Le reazioni furono molteplici. Lan Xichen fece un risolino comprensivo, Jiang Cheng strillò indignato, Lan Sizhui si coprì la faccia come l’amico, Lan Jingyi rivolse verso il suo qianbei due occhioni scintillanti e Lan Qiren sembrò sul punto di alzarsi e andarsene.
Dal canto suo, Lan Wangji spalancò appena gli occhi davanti a quella rivelazione inaspettata e spostò lo sguardo da Jin Ling a Wei Wuxian, che non riuscì a rimanere impassibile. Gli rivolse un sorriso appena velato di imbarazzo e annuì. Dopotutto non era altro che la verità.
«Anch’io ho una storia simile!» esclamò Lan Jingyi, che sembrava aver perso di vista lo scopo di quel girotondo di racconti. «Vi ricordate quando eravamo appena tornati dalla città di Yi e ci siamo fermati in quella locanda?»
Wei Wuxian capì subito a quale aneddoto intendeva fare riferimento e per un attimo pensò di nuovo di interrompere, ma poi si rese conto che quello era un momento fondamentale per Lan Wangji e che poco importava della sua riservatezza. Poco importava anche che suo marito fosse cosciente o meno dei gesti compiuti quella volta sotto l’effetto del vino, quello che contava erano i sentimenti che si portavano dietro.
«Stavamo discutendo al piano di sotto della locanda, dopo aver cenato, e tu, Jin-guniang, stavi dicendo un sacco di sciocchezze, come sempre.» continuò Jingyi.
«Ehi!» sbottò Jin Ling, offeso sia per l’appellativo che per l’insulto, ma nessuno vi badò.
«Eravamo convinti che Hanguang-jun e Wei-qianbei fossero al piano di sopra, invece li abbiamo visti entrare all’improvviso dalla porta principale. E Hanguang-jun aveva legato i polsi di Wei-qianbei con il suo nastro frontale!»
Il tono volutamente sensazionalistico del ragazzo provocò una smorfia sul volto di Lan Qiren, che non lesinò un’occhiataccia in direzione di Wei Wuxian, come se la colpa fosse esclusivamente sua.
«E poi l’ha trascinato in camera!» concluse Jingyi, trionfante, come se non avesse appena distrutto la reputazione di entrambi i suoi mentori. «Noi eravamo allibiti, ma era così chiaro il sentimento che provavate, Hanguang-jun. Ve lo si leggeva negli occhi. Zizhen ha persino composto una poesia a riguardo!»
Wei Wuxian, che ricordava perfettamente cosa fosse successo una volta chiusa la porta della stanza, e non si era trattato di scrivere poesie, si guardò bene dal commentare. Se fossero stati soli, lo avrebbe fatto. Avrebbe raccontato a Lan Wangji del loro gioco a nascondino e di come quella fosse stata l’occasione del loro primo bacio - il primo consapevole per Wei Wuxian, almeno. Era stato l’inizio di tutto. O forse no, era iniziato tutto molto prima e lui semplicemente non l’aveva capito.
I suoi pensieri vennero interrotti da uno schiarirsi di voce e Lan Qiren richiamò su di sé l'attenzione del nipote.
«Io sono stato l’unico ad assistere al vostro ritorno ai Meandri delle Nuvole dopo tre mesi di vagabondaggi.» disse in tono grave, rivolgendosi direttamente a Lan Wangji. «Non ho idea di dove siate stati e cosa abbiate fatto in quel periodo. Le voci sono state molte e le malelingue non hanno lesinato il loro livore eppure, appena varcati i cancelli, la prima cosa che mi hai detto è stata che ora Wei Wuxian faceva parte della famiglia in quanto tuo consorte. Hai detto che avevate portato a termine tutti e tre i vostri inchini in una cerimonia privata e che quindi ora eravate legalmente sposati.»
Lan Qiren aveva le sopracciglia aggrottate e un’espressione così seria che per un attimo Wei Wuxian credette che stesse per dire qualcosa di tremendo.
«Ero pronto a cacciarlo, a dire che non avrei mai accettato in casa mia il Patriarca di Yiling e che aveva portato già abbastanza guai, ma tu lo fissavi con una tale devozione che non sono riuscito a replicare. Tenevi stretta la sua mano e hai detto che se non avessi accettato lui, allora avrei perso anche te. Eri pronto a mettere in discussione la tua intera vita per lui e io non ero preparato a vedere quella determinazione, quello sguardo.»
Il vecchio Lan sospirò, forse di tristezza, forse di rassegnazione, oppure di nostalgia di un tempo che non era mai stato.
«Anche tuo padre aveva quello sguardo quando scelse tua madre e fu impossibile fargli cambiare idea. Tu lo guardavi allo stesso modo, con la stessa testardaggine e lo stesso infinito amore.»
Lan Qiren tacque e voltò la testa, per non incontrare gli occhi di nessuno dei presenti.
Lan Wangji lo fissava intensamente.
«Shufu…» cominciò, ma poi si voltò verso Wei Wuxian, chiaramente in attesa.
Di tutte le persone presenti per attivare la matrice, lui era l’unico che non aveva raccontato nulla, che non aveva condiviso nessun aneddoto tenero ed emozionante che aveva vissuto con il suo amato marito. Quello sarebbe stato il momento giusto, ma un nodo gli stringeva la gola e non riusciva a dire nemmeno una parola. Era commosso per tutto l’affetto che le persone attorno a lui gli avevano dimostrato accorrendo in suo aiuto e prestandosi anche a quel tentativo di risvegliare la memoria sigillata di Lan Wangji. Le loro parole lo avevano toccato profondamente e si sentiva bruciare gli occhi per lo sforzo di trattenere le lacrime che rischiavano di sfuggirgli da un momento all’altro. Non sarebbe riuscito a parlare, quindi decise che sarebbe stata la musica a farlo per lui. Prese Chenqing, che teneva alla cintura, e se lo portò alle labbra. La melodia nacque naturalmente come il suo respiro e la loro Wangxian prese ad aleggiare nell’aria. Wei Wuxian tenne gli occhi chiusi, non voleva vedere il suo amato che non riconosceva la canzone che aveva composto per lui, gli avrebbe fatto troppo male. Le note si diffusero dolcemente nel silenzio della stanza scivolando attraverso le sue dita in un’armonia nostalgica e velata di desiderio per qualcosa che poteva essere ma non era stato. Ogni volta che Lan Wangji gliela aveva suonata, nell’intimità della loro stanza, di solito nel silenzio della notte, Wei Wuxian aveva percepito tutto lo struggimento di un’anima giovane e innamorata che non sapeva gestire quel sentimento troppo grande ma anche il tormento di tredici anni di disperata solitudine. Lan Wangji non l’aveva mai suonata in presenza di nessuno, era una cosa solo loro, un dono inestimabile che avrebbe conservato nel cuore per sempre.
Non si rese conto che le lacrime avevano iniziato a scivolargli sulle guance, silenziose e cariche di emozioni.
Quello che non si era aspettato era che qualcuno afferrasse il flauto, scostandoglielo dalle labbra, e il bacio impetuoso che ne seguì.
Wei Wuxian spalancò gli occhi, incredulo, e si trovò tra le braccia di suo marito, stretto a lui con tanta forza da fare quasi male. La sua bocca sulla propria gli tolse il fiato ma non si sognò nemmeno di scostarsi. Aveva desiderato quel contatto così a lungo che ne assaporò ogni istante. Quando Lan Wangji si staccò, appoggiò la fronte contro la sua, il respiro solo un po’ affannoso.
«Wei Ying.» mormorò con voce roca.
Wei Wuxian non poteva credere alle sue orecchie, ai suoi occhi, a nessuna delle sensazioni che provava. Eppure la realtà era lì, tra le sue braccia.
«Lan Zhan…» rispose sussurrando contro le sue labbra.
Si scostò quel poco che bastava per guardare suo marito negli occhi e riconobbe finalmente lo sguardo dorato che tanto amava.
«Wei Ying. Mi dispiace.»
Wei Wuxian scosse la testa.
«Non è colpa di nessuno!» esclamò con trasporto. «L’importante è che tu stia bene! E che sei di nuovo con me!»
Lan Wangji non aggiunse altro e lo baciò di nuovo con tanta foga da scatenare esclamazioni indignate attorno a loro.
Wei Wuxian era vagamente consapevole di Jin Ling che trascinava fuori dalla stanza un disgustato Jiang Cheng e Lan Xichen che faceva lo stesso con un Lan Qiren oltremodo offeso per quell’oltraggio al pudore. Lan Sizhui e Lan Jingyi se ne andarono per ultimi, con sorrisi soddisfatti e chiudendosi discretamente il pannello scorrevole alle spalle.
Finalmente solo con suo marito dopo quello che gli era sembrato un tempo immemore si abbandonò senza remore alle sue effusioni dolci e un po’ irruente. Lan Wangji lo tenne stretto come un’ancora di salvezza, poi iniziò a far scorrere le dita sulla sua schiena, sulle sue braccia, sulle spalle, fino a prendergli il viso tra le mani.
«Mi rendi felice…» iniziò a dirgli, con voce bassa ma pressante. «Ti amo, ti voglio… Non posso lasciarti… non voglio nessun altro… non può essere nessun altro.»
Erano le parole della loro dichiarazione, al tempio di Guanyin. Le ricordava e Wei Wuxian si sentì il cuore scoppiare di gioia.
«Qualsiasi cosa, basta che sia tu!» rispose con entusiasmo.
E Lan Wangji lo zittì di nuovo.
Avevano un sacco di tempo da recuperare.

END.

Power of Dreams

"Posso accettare di pentirmi di aver seguito un sogno che non sono riuscito a realizzare, ma non voglio pentirmi di aver rinunciato a inseguirlo."

Takagi "Shujin" Akito

January 2026

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