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[personal profile] fairy_circles
Titolo: Forget me not
Fandom: Mo Dao Zu Shi
Rating: safe
Personaggi: Wei Wuxian, Lan Wangji, Lan Sizhui, Jin Ling, Jiang Cheng, Lan Xichen
Pairings: WangXian
Word count: 4121

Ritorno

“Onorato cognato,
proprio questa mattina sono stato reso edotto della triste condizioni in cui versi e del tuo ingiusto allontanamento dai Meandri delle Nuvole. Il tuo pupillo Sizhui si è altresì fatto onere di informarmi dell’attuale stato confusionale del mio caro fratello, dovuto all’inaspettata ritorsione di un incantesimo. Mi premeva informarti che sarà mia premura studiare di quale tipo di rituale si tratta e mantenerti al corrente degli sviluppi, nella speranza che questo possa almeno in parte alleviare la tua pena.
Augurandomi di rivederti presto tra noi, ti invio il mio affetto.
Lan Xichen”

Lan Xichen arrotolò la piccola missiva e la affidò al primo discepolo. Sapeva che Lan Sizhui l’avrebbe consegnata nelle mani di Wei Wuxian e si augurava che quelle poche parole potessero essergli di sollievo. Lui più di tutti sapeva cosa significava perdere una persona cara, quindi non poteva che simpatizzare con il cognato che, di punto in bianco, aveva perso il marito e la casa senza che gli fosse stato dato nemmeno il tempo di metabolizzare la cosa. E capiva anche il giovane Sizhui che, trovandosi senza punti di riferimento a cui appellarsi, si era rivolto a lui in cerca di aiuto, nonostante si trovasse ancora in reclusione. Il ragazzo si era profuso in mille inchini e scuse per aver interrotto la sua solitudine ma riteneva che la situazione fosse di una gravità tale da richiedere l’intervento se non del capoclan, almeno del parente più prossimo che avesse a cuore il benessere di Lan Wangji e, per estensione, anche di Wei Wuxian. Xichen sapeva che Sizhui era un giovane assennato, che non si sarebbe mai spinto ad allarmarlo senza motivo e che, se lo aveva fatto, la situazione doveva essere seria.
Congedato il ragazzo, in partenza alla volta di Yunmeng con il messaggio per il suo qianbei, Lan Xichen decise che era davvero tempo di fare due chiacchiere con suo fratello. Senza attendere oltre, lo fece convocare e, poco dopo, se lo trovò di fronte.
A prima vista non sembrava diverso dalle volte precedenti in cui era andato a fargli visita, ma l’occhio acuto di Xichen notò immediatamente che qualcosa era fuori posto: nell’espressione solitamente neutra del fratello c’era qualcosa di più freddo e distante.
«Buongiorno, Wangji. Come ti senti?» esordì per tastare il terreno. «Ho saputo che ieri sei rimasto vittima del ritorno di fiamma di un incantesimo mentre eravate in missione. Sei rimasto ferito?»
Suo fratello s’inchinò rispettosamente e accettò la tazza di tè che già si trovava sul tavolo.
«Non ho riportato ferite.» disse. «Grazie dell'interessamento, Xiong-zhang
«E Wei-gongzi? Sta bene anche lui?» continuò Xichen, ponendo particolare enfasi sulla domanda.
Lan Wangji sollevò su di lui uno sguardo vagamente confuso.
«Perdonami, Xiong-zhang, non so di chi tu stia parlando.»
Ed eccole le conseguenze di cui parlava Sizhui, quella perdita di memoria selettiva che sembrava aver cancellato dalla mente di suo fratello una e una sola persona.
«Non ricordi nulla di lui? Eppure il suo ritorno è stato abbastanza plateale.» continuò Xichen. «Il redivivo Patriarca di Yiling! Che ha smascherato le malefatte di chi agiva dietro le quinte e poi ha sposato l’onorevole Hanguang-jun. C’ero anch’io al tempio di Guanyin, ricordo molto bene quelle scene.»
Lan Wangji lo fissava con uno sguardo più perso che mai.
«Ti senti bene, Xiong-zhang?» domandò infine. «Perdona il mio ardire, ma forse tutta questa solitudine non ti giova.»
Lan Xichen sentì un’ondata di frustrazione e, allo stesso tempo, di compassione verso Wei Wuxian che si era trovato ad affrontare questa situazione del tutto impreparato.
Sospirò e scosse la testa.
«Ti ringrazio per la preoccupazione, didi, ma sto benissimo. Piuttosto, desidero visionare il rotolo trafugato e l’incantesimo di cui sei stato vittima. Vorrei capire che genere di rituale stava compiendo il ladro. Pensi di potermelo procurare?»
Di nuovo serio, Lan Wangji annuì, s’inchinò nuovamente e lasciò la stanza.
Fece ritorno poco dopo con un rotolo sigillato. Xichen lo studiò e fissò per un attimo il volto di suo fratello.
«Ne conosci il contenuto?» chiese.
Lan Wangji scosse la testa.
«Lo zio ha avuto modo di verificare di quale incantesimo si tratta e che effetti ha avuto su di te?»
Un secondo diniego.
Lan Xichen sospirò e spezzò il sigillo che lo chiudeva. Aprì il rotolo sulle ginocchia e ne scorse il contenuto: la calligrafia era sottile ed elegante, di certo era stato redatto da un Lan. Ogni passaggio dell’incantesimo era corredato da un’illustrazione precisa dei sigilli e dei simboli da utilizzare nella matrice. Rivolgendosi al fratello, indicò uno dei disegni finali.
«Ricordi di che tipo fosse la matrice che hai visto?» chiese. «Era completa?»
Lan Wangji scosse la testa e indicò la penultima illustrazione.
«Era così.» disse. «Si è attivata perché è entrata in contatto col sangue.»
Lan Xichen lesse gli ultimi passaggi del rotolo.
«Quell’uomo, il ladro, stava utilizzando un oggetto magico? Ne avete trovati in casa sua?»
Di nuovo Lan Wangji scosse la testa.
Il fratello maggiore aggrottò le sopracciglia, preoccupato.
«Questo tipo di incantesimo si attiva tramite un catalizzatore, che varia a seconda della persona a cui è indirizzato. Se non fosse stato per il sangue, non si sarebbe attivato, o comunque non nel modo corretto. Quell’aggiunta l’ha momentaneamente mandato fuori controllo, per questo ne sei stato colpito così duramente. È risaputo che il sangue aumenti a dismisura la portata degli incantesimi in cui viene utilizzato.»
Lan Wangji lo fissava senza dire una parola ma non sembrava preoccupato. Tuttavia, se l’incantesimo aveva davvero cancellato i suoi ricordi di Wei Wuxian, Lan Xichen era certo che le conseguenze presto si sarebbero mostrate.

“Onorato cognato,
ho avuto finalmente modo di analizzare il rotolo che era stato trafugato e verificare in prima persona di che tipo di incantesimo si trattasse. Spero di farti cosa gradita riportandoti tempestivamente le mie scoperte. Devo purtroppo confermare i timori tuoi e del tuo giovane pupillo: si tratta invero di un incanto nefasto volto a cancellare dalla mente di chi ne è vittima i ricordi e l’intera esistenza di una persona. Non ho potuto assistere in prima persona all’interrogatorio dell’uomo che ne era entrato in possesso, ma dal verbale che ne è stato redatto sono venuto a conoscenza che intendeva usarlo su una fanciulla per farle scordare il suo vero amore e indurla a sposarlo con l’inganno. Un comportamento oltremodo vile e spregevole per il quale pagherà le conseguenze.
La buona notizia è che si tratta di un incantesimo reversibile se compiuto con il giusto catalizzatore. Il rotolo riporta che deve essere qualcosa di strettamente legato alle persone coinvolte. Non sono ancora riuscito a scoprire di cosa possa trattarsi, ma le mie ricerche non si fermano.
Attendi con speranza mie nuove e cerca di stare bene.
Invio a te il mio affetto e al capoclan Jiang i miei rispetti.
Lan Xichen”

Lan Xichen chiese di nuovo un colloquio con il fratello alcuni giorni dopo. Aveva un’idea che gli frullava in mente ma aveva bisogno di capire a quali livelli consci e inconsci funzionasse l’incantesimo e fino a che punto riscrivesse la realtà per la sua vittima.
Lan Wangji si presentò in orario, impeccabile come al solito, ma quando rialzò la testa dopo il saluto, Xichen notò subito quanto fosse pallido.
«Stai bene, didi?» chiese subito, preoccupato.
Lan Wangji annuì.
Xichen non si diede per vinto.
«Mangi come si deve? Stai dormendo? Non ti stai affaticando troppo?»
«Ho qualche difficoltà a riposare.» ammise Lan Wangji. «Ma non è nulla di serio. Forse dovrei allenarmi di più per arrivare a sera più stanco.»
«No!» esclamò subito Xichen. «Non serve che ti affatichi di più. Se non riesci a dormire potresti chiedere ai guaritori un tonico o una tisana, di certo ti farebbero meglio che stremarti di allenamenti.»
Lan Wangji chinò di nuovo il capo.
«Farò così. Grazie, Xiong-zhang
Lan Xichen sospirò. Non voleva che suo fratello si stancasse fino a rischiare di ammalarsi davvero. Se non riusciva a dormire forse era un segnale che la sua mente stava tentando di dirgli qualcosa, lo teneva in allerta perché sapeva che qualcosa non andava. Era un segno che doveva impegnarsi per scoprire in fretta il funzionamento dell’incantesimo.
«Il motivo per cui ti ho chiesto di venire qui oggi, Wangji, è perché volevo farti qualche domanda.» iniziò. «Forse avevi ragione l’ultima volta che sei venuto a trovarmi, la solitudine non mi fa bene e la mia memoria inizia a vacillare. Potresti raccontarmi quello che sai del Patriarca di Yiling?»
Lan Wangji sembrò perplesso. Inclinò leggermente la testa di lato e gli lanciò uno sguardo stranito.
«È morto dopo la fine della guerra.» disse.
Xichen annuì.
«Giusto, giusto… E… che tipo era? Aveva collaborato con i clan a un certo punto, o mi sbaglio?»
«Sì, è stato fondamentale per la sconfitta dei Wen.» rispose Lan Wangji, con sicurezza.
«Tu lo conoscevi?»
A quella domanda, le sue sopracciglia si aggrottarono, come se stesse riflettendo.
«No…» disse infine. «Era uno dei signori della guerra e all’inizio faceva parte del clan Jiang, prima di impazzire e tradire. Non ho mai parlato con lui.»
Lan Xichen si portò una mano al mento.
«Capisco…»
Si alzò e recuperò una teiera e un paio di tazze. Posò tutto sul tavolino tra loro e versò un tè profumato e fumante.
«Però tu eri in buoni rapporti con i Jiang, giusto? Ricordo che, poco prima dello scoppio effettivo della guerra, tu e Jiang Wanyin avete svolto delle ricerche insieme per mesi. Cercavate un membro del suo clan, chi era?»
Lan Wangji abbassò gli occhi sul suo tè e bevve un sorso prima di rispondere.
«Sì, era un suo shixiong. Era risultato disperso dopo l’attacco a Pontile del Loto.»
«Un suo shixiong.» ripeté Xichen. «Lo conoscevi? Ricordi il suo nome?»
Lan Wangji scosse la testa.
«Se non lo conoscevi, perché ti sei dato tanto da fare per aiutare Jiang Wanyin a trovarlo?»
Lo sguardo di Lan Wangji si fece per un attimo appannato.
«Io non…»
Lan Xichen non si diede per vinto.
«Eri in rapporti tanto buoni con Jiang Wanyin da spendere il tuo tempo, nel periodo di ricostruzione dei Meandri delle Nuvole, a cercare una persona che neanche conoscevi solo perché te lo aveva chiesto?»
«Non me lo aveva chiesto.»
«E allora perché?»
Lan Wangji aggrottò le sopracciglia e si portò una mano alla testa, come se gli dolesse.
«Io volevo… volevo…»
Lan Xichen si sentì stringere il cuore: era chiaro che suo fratello stesse soffrendo, ma aveva anche l’impressione di essere molto vicino al nodo del problema. Presto sarebbe giunto il momento in cui la sua mente sarebbe caduta in contraddizione e allora sarebbe arrivata la resa dei conti.
«Eri tu che volevi cercarlo? Anche se dici di non averlo conosciuto? Anche se in quel momento la tua famiglia aveva bisogno di te?» rincarò.
Lan Wangji si portò entrambe le mani alla testa poi, improvvisamente, di fronte a un allarmato Lan Xichen, barcollò e perse i sensi, crollando sul pavimento.
Il fratello gli fu subito accanto e, da un primo controllo della sua energia interna poté rendersi conto che turbinava in maniera incontrollata e confusa, molto diversa dal flusso stabile e costante che normalmente lo caratterizzava. Preoccupato, mandò subito a chiamare i guaritori e assistette impotente mentre trasportavano Lan Wangji verso il padiglione di cura.
Forse si era spinto troppo in là e aveva finito per provocare danni al fratello. Si sentiva in colpa per avergli causato dolore, ma almeno era servito a fargli capire fino a che punto poteva spingersi prima che una mente controllata dall’incantesimo si ribellasse alle incoerenze di fronte a cui veniva messa. Ora che sapeva come muoversi, sarebbe stato più cauto e lo avrebbe incalzato di meno.

Lan Wangji rimase al padiglione di cura per alcuni giorni, durante i quali Lan Xichen si faceva inviare dispacci regolari sulle sue condizioni. Il suo stato fisico non sembrava alterato, i suoi meridiani erano intatti, ma il flusso della sua energia si era inspiegabilmente indebolito, cosa che aveva portato inevitabilmente a un indebolimento generale. Ci erano voluti due giorni solo per rimetterlo in piedi e altri due perché fosse sufficientemente in forze da poter rientrare nei propri alloggi.
Lan Xichen lo rivide la mattina del quinto giorno e si allarmò nel vederlo smunto e con pesanti cerchi scuri sotto gli occhi.
«È chiaro che non ti sei ancora ripreso, didi!» esclamò andandogli incontro, sollecito. «Perchè i guaritori non ti hanno tenuto in osservazione ancora per un po’?»
Lan Wangji scosse appena la testa.
«Hanno detto che non c’è nulla da curare.» disse, nel consueto tono neutro.
Poteva anche essere così, ma Xichen non riusciva a togliersi dalla testa che quello che succedeva nella sua mente si ripercuoteva anche sul suo fisico.
«Sei molto pallido, didi.» continuò. «Sei riuscito a dormire questa notte?»
Lan Wangji scosse la testa e non aggiunse altro.
Per quanto fosse sempre stato un tipo di poche parole, ora quel silenzio preoccupava Lan Xichen, c’era chiaramente qualcosa che il fratello non gli stava dicendo.
«Cosa c’è che non va, didi? Cosa ti disturba?» domandò di nuovo, con un tono quasi supplichevole. «C’è qualcosa che posso fare per farti stare meglio?»
Lan Wangji rimase in silenzio per alcuni lunghi istanti, poi rispose a voce bassa, sofferente.
«La mia stanza è vuota. Il mio letto è freddo.»
Xichen ricordò le volte in cui Wei Wuxian scherzando aveva detto di non riuscire più a dormire in un letto in cui non si trovasse anche suo marito e sentì un nodo stringergli la gola.
«La tua mente l’ha scordato ma il tuo corpo si ricorda di Wei Ying.» mormorò.
Aveva usato volutamente quel nome al posto di quello formale, era quello che Lan Wangji usava sempre quando si riferiva al suo amato.
«Wei Ying…» lo sentì dire.
Non fece in tempo ad aggiungere altro, lo vide afflosciarsi sul tavolino di fronte a loro, mentre un rivolo di sangue gli colava dal lato delle labbra.
Lan Xichen balzò in piedi per soccorrerlo ma, non appena lo toccò, capì immediatamente cosa stava succedendo e si sentì gelare.
Dimentico di ogni regola e formalità, chiamò a gran voce il discepolo che attendeva all’esterno della stanza e gli intimò di correre immediatamente a chiamare i guaritori perché suo fratello stava avendo una deviazione del qi.

“Onorato cognato.
Ti scrivo con il cuore pieno di angoscia e mi duole renderti partecipe di questa mia preoccupazione, ma ho ritenuto giusto metterti a parte il prima possibile di quanto accaduto. Wangji ha avuto una deviazione del qi. Ci tengo a rassicurarti che non si trova in pericolo immediato e che i guaritori affermano che si riprenderà nei tempi dovuti. Quello che mi mette in allarme è che non hanno escluso la possibilità che un evento del genere possa verificarsi di nuovo. Il suo nucleo dorato si è indebolito, anche se i guaritori non sono riusciti a individuare nessuna causa di natura fisica. Mentre mi trovavo al suo capezzale ho avuto modo di riflettere accuratamente e sono giunto a una conclusione che mi permetto di comunicarti. Ho visto la salute di mio fratello deteriorarsi da quando è stato colpito dall’incantesimo di memoria e, di conseguenza a questo, anche la sua coltivazione ne ha risentito. La mia deduzione è che quell’incantesimo lo ha privato dello scopo stesso della sua coltivazione. Mi riferisco a te, onorato cognato. Fin da quando eravate ragazzi, il mondo di Wangji ha sempre girato attorno a te. Ora la sua mente non ti ricorda ma il suo corpo patisce la tua mancanza, costringendolo a vivere una perenne contraddizione che lo ha portato al collasso. La mia è solo una mera teoria, ma se questo può essere sufficiente a indurti a prendere in considerazione l’idea di tornare, ti prego di farlo. Sono certo che sarebbe di grande aiuto a Wangji e insieme potremmo trovare un modo per risolvere questa dolorosa situazione.
Nella speranza di rivederti presto, ti invio come sempre il mio affetto.
Lan Xichen”

Quando Wei Wuxian ricevette la missiva e spezzò il sigillo per leggerne il contenuto, arrivò solamente alla terza riga. Non lesse nulla delle ipotesi di Lan Xichen, delle teorie riguardo l’incantesimo e delle disquisizioni sulla salute del fratello. Gli bastò leggere “Wangji ha avuto una deviazione del qi.” per afferrare Suibian e precipitarsi fuori dalla stanza, pronto a lanciarsi in volo per raggiungere i Meandri delle Nuvole.
Jin Ling e Jiang Cheng lo bloccarono appena in tempo, quando già si trovava alla fine del pontile di fronte all’edificio principale.
«Vuoi affogarti nel lago?!» lo rimproverò il suo shidi. «Guardati, non sei in te! Come pensi di riuscire a volare su una spada? Cos’è successo?»
Wei Wuxian scosse la testa e si sottrasse alla stretta sua e del nipote.
«Devo tornare subito a Gusu!» esclamò. «Lan Zhan sta male!»
L’ultima persona di cui aveva sentito parlare che aveva avuto una deviazione del qi era stato Nie Mingjue ed era finita talmente male che Wei Wuxian si sentiva lo stomaco stretto in una morsa. Non aveva importanza se Lan Wangji non lo riconosceva, se lo maltrattava o non voleva vederlo, se stava male doveva essere accanto a lui.
«Ti accompagnamo noi, Da-jiu!» esclamò improvvisamente Jin Ling, attirandosi un’occhiata da Jiang Cheng. «Cosa c’è? Se Hanguang-jun si riprende e scopre che lo abbiamo lasciato andare da solo con il rischio che si faccia del male, non la prenderà bene.»
«Per quello che m’importa del parere di Lan Wangji dopo il modo in cui si è comportato.» brontolò Jiang Cheng.
«Non era colpa sua! Era l’incantesimo!» ribatté Wei Wuxian, che non avrebbe lasciato che qualcuno parlasse male di suo marito impunemente.
«In ogni caso se tu non vuoi venire, jiujiu, non importa. Lo porto io.» concluse Jin Ling. «Se si facesse male, non solo Hanguang-jun, ma probabilmente anche Sizhui vorrebbe la mia testa.»
Jiang Cheng sbuffò, infastidito, lanciando un’occhiata obliqua a Wei Wuxian che si agitava sul posto.
«Porti sempre un guaio dietro l’altro.» sentenziò, poi si voltò e tornò a incamminarsi verso l’edificio. «Datemi un minuto per dare un paio di disposizioni, intanto preparatevi a partire.»
Jin Ling annuì, soddisfatto, mentre Wei Wuxian non riuscì a trattenere un sorriso commosso.
«Grazie, A-Cheng!» esclamò, rivolto alla schiena dell’altro, che mosse appena la testa in un cenno di assenso.
Si misero in viaggio poco dopo. Wei Wuxian finì a bordo di Sandu con il suo proprietario e lasciando solo Jin Ling. Il ragazzo si guardò bene dal protestare, sia perchè volare in modo autonomo era più comodo e semplice, sia perché così la responsabilità dell’incolumità del suo secondo zio sarebbe ricaduta su qualcun altro.
Raggiunsero Gusu la mattina successiva e, ai piedi della scalinata che portava ai Meandri delle Nuvole, Wei Wuxian recuperò da una manica il lasciapassare in giada che permetteva l’ingresso ai membri del clan. Arrivati in cima, Jiang Cheng e Jin Ling si fermarono.
«Noi non possiamo procedere senza invito.» disse il ragazzo. «Potrebbero esserci dei problemi.»
Wei Wuxian annuì e s’inchinò velocemente a loro. Era grato per il sostegno e l’aiuto, ma non si fermò a insistere. Ora era più importante raggiungere suo marito il più in fretta possibile. Prima però che riuscisse a incamminarsi sul vialetto che conduceva ai padiglioni, una figura in bianco gli si fece incontro.
«Zewu-jun!»
«Sapevo che saresti arrivato, ti aspettavo.» disse Lan Xichen con un pallido sorriso.
Rivolse un inchino anche a Jiang Cheng e Jin Ling.
«Grazie per averlo accompagnato.» disse. «Farò preparare subito una stanza dove potrete riposare.»
I due porsero i saluti formali consueti tra capiclan e ringraziarono per la premura, ma non seguirono Lan Xichen, limitandosi ad attendere l’inserviente incaricato di mostrare loro l’alloggio. Wei Wuxian poteva sentire su di sé lo sguardo di entrambi ed era certo che nessuno dei due desiderasse trovarsi lì in quel momento. Il disagio di Jin Ling era quasi palpabile mentre da Jiang Cheng sentiva provenire soprattutto fastidio. Sapeva che avrebbe dovuto scusarsi con loro per averli trascinati fin lì, ma ora non riusciva a pensare a simili futilità.
«Come sta Lan Zhan?» chiese invece, il tono reso urgente dalla preoccupazione.
Lan Xichen annuì appena.
«Le sue condizioni sono stabili, i guaritori dicono che non corre un pericolo immediato, ma non ha ancora ripreso conoscenza. Gli ho dato sostegno con la mia energia spirituale ma si tratta di un rimedio temporaneo, serve una soluzione definitiva che lo riporti in salute.»
Wei Wuxian trattenne un sospiro mentre stringeva tra loro le mani nascoste dalle maniche.
«Posso vederlo?» chiese.
«Certamente.»
Lan Xichen lo condusse al Jingshi dove il fratello riposava e Wei Wuxian provò una strana emozione nel rivedere quelle stanze tanto care prive di ogni accenno della sua presenza. Desiderava tornare ma, più di ogni altra cosa, desiderava che le braccia di suo marito lo stringessero di nuovo. Voleva sentire il suo calore, il suo affetto che lo circondava.
Quando giunsero alla camera da letto, entrarono con passo leggero, come se il minimo rumore potesse disturbare chi stava riposando all’interno.
Lan Wangji giaceva sul letto, nella consueta posizione di riposo composta tipica dei Lan. Era pallido e i lunghi capelli neri incorniciavano il suo viso rendendo il contrasto ancora più netto. I suoi occhi erano chiusi e il respiro appena percettibile, sembrava che stesse dormendo ma qualcosa in quell’immobilità suggeriva che non fosse così. Il nastro frontale era ripiegato ordinatamente sul tavolino accanto al letto e questo provocò in Wei Wuxian una stretta allo stomaco. Non avrebbe dovuto essere così, era sbagliato. Lan Wangji non avrebbe voluto che altri lo vedessero senza il suo nastro.
Notando il suo sguardo, Lan Xichen si affrettò a precisare: «Sono stato io a toglierglielo. Non temere, nessun altro l’ha toccato.»
Wei Wuxian annuì poi si inginocchiò accanto al letto. Raccolse una mano di Lan Wangji tra le sue e la strinse.
«Sono qui, Lan Zhan. Non me ne andrò più.»
Il suo sguardo si fece serio, determinato. Si voltò verso Lan Xichen con una richiesta sulle labbra ma improvvisamente realizzò una cosa: l’uomo davanti a lui era andato a prenderlo all’ingresso dei Meandri delle Nuvole e aveva affermato di essersi preso cura del fratello.
«Avete interrotto il periodo di reclusione.» constatò, leggermente in imbarazzo per non averlo notato prima.
Lan Xichen sorrise e annuì.
«Quando ho visto Wangji in quelle condizioni, non me la sono sentita di lasciarlo alle sole cure dello zio. Ha bisogno di te e non sono certo che lo zio lo avrebbe ammesso.»
Non gli avrebbe mai permesso di tornare, lesse Wei Wuxian tra le righe, anche a scapito della salute del nipote. Questo era ciò che accadeva quando l'orgoglio diventava il valore più importante, un modo di pensare che lui non aveva mai compreso. Era davvero una fortuna che l’attuale capoclan la pensasse diversamente.
Wei Wuxian unì le mani all’altezza della fronte e s’inchinò.
«Grazie di avermi permesso di tornare.» disse in tono formale.
Lan Xichen gli sembrò quasi imbarazzato di fronte a quell’esternazione di gratitudine così seria e compita. Forse si era aspettato una reazione più espansiva ma, quando c’era di mezzo la vita stessa del suo amato, Wei Wuxian non si sarebbe mai permesso di essere meno che rigoroso.
«Ho una richiesta.» proseguì, accantonando quel momento di stallo. «Vorrei vedere il rotolo trafugato. Vi sono grato per le informazioni che mi avete inviato via lettera, ma se avessi la possibilità di visionarlo di persona sono certo che potrei ricavarne ulteriori idee per provare a invertire l’incantesimo.»
Alla piccola esitazione nell’espressione di Lan Xichen, continuò: «So che si tratta di un rotolo proibito, lo tratterò con la massima cura e non ne diffonderò il contenuto.»
Lan Xichen emise un piccolo sospiro, accompagnato da un sorriso.
«Stavo solo per chiederti se desiderassi visionarlo in biblioteca o…»
«Vorrei restare qui. Se possibile.»
Non aveva intenzione di lasciare Lan Wangji finché non avesse trovato una soluzione, voleva essere al suo fianco anche per poter tenere d’occhio le sue condizioni in qualsiasi momento.
«D’accordo.» concesse Lan Xichen. «Ma promettimi di non strafare e riposarti ogni tanto. Io sono qui per aiutarti, posso prendermi cura di Wangji, e ti manderò anche Sizhui se può esserti di supporto.»
Wei Wuxian sentì che gli occhi cominciavano a inumidirsi, quindi di affrettò a inchinarsi di nuovo in segno di ringraziamento.
«Grazie, Zewu-jun. Farò tutto il possibile e anche l’impossibile per riportare indietro Lan Zhan.»

Power of Dreams

"Posso accettare di pentirmi di aver seguito un sogno che non sono riuscito a realizzare, ma non voglio pentirmi di aver rinunciato a inseguirlo."

Takagi "Shujin" Akito

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