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Titolo: Caffè e tè al caramello
Fandom: Voltron: Legendary Defender
Rating: giallo
Personaggi: Takashi "Shiro" Shirogane, Katie/Pidge Holt, Matt Holt
Pairings: Shiro/Pidge
Disclaimer: Voltron e tutti i suoi personaggi appartengono a Dreamworks & Netflix.
Note: Stralcio di un'ipotetica "Friends"!AU, dove Matt e Pidge da una parte e Lance, Keith e Hunk dall'altra sono studenti dirimpettai che frequentano l'accademia e Shiro è il nuovo vicino del piano di sopra.
Partecipa all'evento "Caffè o tè?" di Fanwriter.it, prompt: College!AU, A nasconde il caffè a B per scherzo. B, per ripicca, fa il bagno, letteralmente, nel tè di A.
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« Matt!!! Fammi un caffè! »
Una voce stridula con sfumature isteriche risuonò nel corridoio e il maggiore dei fratelli Holt si passò una mano sugli occhi, esasperato. Quando sua sorella stava preparando un esame, nel piccolo appartamento al secondo piano di quella modesta palazzina, non si viveva.
« Nei hai già bevuti quattro, Katie. Finiranno per farti male. » tentò di obiettare il giovane tecnico di laboratorio.
Le sue parole vennero stroncate da un'occhiata assassina oltre la porta della cucina.
« Sarai tu a farti del male se non avrò il mio caffè tra cinque minuti. »
Seguì lo sbattere di una porta e una risatina soffocata proveniente dal piccolo divano del soggiorno.
Matt sospirò e incrociò le braccia con una smorfia.
« Non c'è niente da ridere, Shiro. Non sei tu quello che poi viene tenuto sveglio la notte perché “Potrei modificare le impostazioni del forno a microonde e farne un'incubatrice per far schiudere uova nello spazio!” »
Shiro, collega di lavoro del povero Matt, nonché vicino di casa dei fratelli e da poco fidanzato di Katie, non era davvero intenzionato a prendere in giro l'amico. Anzi, a dirla tutta, capiva perfettamente il problema. Non era la prima volta che, in periodo di esami, la sua ragazza diventava un filino ingestibile e le quantità di caffè consumate superavano di gran lunga la media consigliabile. Forse era il caso di correre ai ripari e trovare qualcosa di alternativo che sostenesse Katie nello studio ma permettesse a lei e di conseguenza anche a Matt di dormire come si deve. Mentre ragionava sul fatto che, nella sua credenza, si trovasse esattamente quello di cui avevano bisogno, vide Matt sbiancare.
« Houston, abbiamo un problema. » esclamò l'amico, agitando un barattolo drammaticamente vuoto. « Siamo a secco. Katie mi ammazza. »
Effettivamente quello poteva essere un problema, ma l'idea di Shiro di un attimo prima avrebbe potuto essere la soluzione ottimale.
« Dammi un attimo, Matt, vado a prendere qualcosa che potrebbe tornarci utile. » disse.
L'altro gli lanciò un'occhiata sconfortata.
« Hai del caffè? Va bene anche del decaffeinato, se siamo fortunati è abbastanza stanca da non farci caso. »
« Molto meglio, amico, molto meglio. » 

Il caffè che aveva chiesto stava tardando un po' troppo per i suoi gusti e, cosa ancora più strana, non se ne sentiva l'aroma per casa. Katie, o Pidge, come preferiva farsi chiamare dagli amici nonostante suo fratello si ostinasse a non farlo, era stanca e poco lucida.                                                                                 
L'esame di elettrotecnica era uno dei più importanti dell'anno e vi si era impegnata per settimane, non avrebbe permesso che le paranoie di suo fratello lo boicottassero proprio il giorno prima. Aveva bisogno di essere presente a sé stessa ancora per diverse ore quindi almeno un altro paio di tazze sarebbero state necessarie. Se non fossero arrivare da sole, sarebbe andata a procurarsele, e non sarebbe stato divertente per chiunque avesse incontrato sulla sua strada.
Proprio mentre ragionava su questo, un leggero bussare alla porta la distrasse dai suoi propositi di vendetta.
Shiro si affacciò nella stanza e, alla vista del vassoio che portava, alla ragazza brillarono gli occhi.
« Lo sapevo che c'era un motivo se il destino ci ha fatti incontrare! » esclamò, prima di rendersi conto che c'era qualcosa di strano.
La tazza era bizzarramente grande e il profumo che emanava piuttosto strano.
« Mi hai fatto un americano? » chiese, storcendo il naso.
« Non mi permetterei mai, questo è molto meglio, piccola. » disse Shiro posando la tazza fumante sulla scrivania davanti a lei.
« Non chiamarmi piccola. Ehi! Che diavolo è questa roba?! Volevo un caffè, non che facessi bollire la sciacquatura dei piatti! »
Shiro fece un passo indietro e declamò solennemente: « Si tratta di un infuso aromatizzato alla mandorla, cioccolato e caramello. La sua dolcezza gli conferisce un aroma simile a quello del caffelatte ma essendo privo di teina puoi berne quanto vuoi senza che ti tolga il sonno. »
Pidge era senza parole.
Un infuso.
Privo di teina.
Che non toglieva il sonno.
A lei che era stanca morta e che l'indomani aveva l'esame di elettrotecnica.
Gli uomini di quella casa giocavano con il fuoco.
Il primo istinto fu quello di far sperimentare a Shiro un nuovo shampoo “al caramello”, ma, in fondo, Pidge voleva bene a quel folle del suo ragazzo. Per questo sospirò, alzò gli occhi al cielo e, chiedendosi perché ancora non l'avessero fatta santa, si diresse in cucina.
« Matt! Caffè! » esclamò in tono perentorio.
Quando si trovò davanti al barattolo vuoto, però, le sue urla le sentì persino Lance dall'appartamento di fronte.

Quando Shiro rientrò dal laboratorio, la sera successiva, ancora prima di salire in casa propria si fermò dai fratelli Holt. Sapeva che Katie aveva passato l'esame con il massimo dei voti, gli aveva mandato un messaggio quel pomeriggio, ma ci teneva a farle i complimenti di persona. Era davvero orgoglioso di lei: non aveva mai avuto dubbi e sapeva che quella ragazza era da lode in ogni cosa che faceva, ma ripeterglielo non avrebbe fatto male.
Tuttavia, quando suonò alla porta, l'espressione sul volto di Matt lo mise vagamente in allarme.
« Va tutto bene? » chiese Shiro sospettoso, davanti alla risatina nervosa dell'altro.
« Oh, certo! Benissimo! Ehm... Katie sta facendo il bagno, puoi tornare dopo? »
« Non c'è problema, posso aspettare. Posso fermarmi, vero? »
« Vieni, Shiro, vieni! »
Riconobbe immediatamente la voce femminile, leggermente ovattata, che lo chiamava da dietro una porta chiusa.
« Matt, fallo entrare! Anzi, fallo venire qui. »
« Kat! Sei senza vestiti! » obiettò il fratello, arrossendo e lanciando un'occhiataccia al collega.
« Come se non mi avesse mai vista nuda! »
Questa volta fu Shiro a diventare di tutti i colori e a tossicchiare per darsi un contegno.
Bene ma non benissimo. Se Katie voleva festeggiare in modo “particolare” la riuscita dell'esame, lui non aveva niente da ridire, ma la presenza di Matt non era esattamente prevista.
Per questo rivolse all'amico un'occhiata incerta, ma quello alzò le spalle, rassegnato. Tornò ad accomodarsi sul divano e fece cenno a Shiro di procedere pure.
« Qualunque cosa succeda, non ne voglio sapere niente. Sia ben chiaro, non ne voglio sapere assolutamente niente. »
Era strano che Matt reagisse in quel modo, sarebbe stato normale che protestasse più vivacemente e questo non faceva che mettere in allarme Shiro. Dopo aver socchiuso la porta del bagno, la prima sensazione che percepì fu quella di un profumo particolarmente dolce, una fragranza vagamente familiare, e si chiese se Katie avesse cambiato bagnoschiuma.
« Volevo farti i complimenti per aver passato l'esame. » esordì non azzardandosi ad aprire completamente l'uscio senza un ulteriore invito.
Dall'interno provenivano nuvole di vapore e un pigro sciacquio.
« Non so se dovrei ringraziarti... » rispose Katie con un tono vagamente ironico che gli diede i brividi. E non si trattava degli stessi brividi di poco prima.
« Shiro, andiamo! Entra, non ti mangio mica. »
Ora aveva davvero un pessimo presentimento.
Spinse piano la porta e se la chiuse alle spalle. Quando osò spostare lo sguardo verso la vasca, vide che il corpo della ragazza era mollemente adagiato nell'acqua. No, un attimo, non era acqua.
« Che diavolo stai facendo?! » esclamò Shiro, non credendo ai suoi occhi.
Non era possibile! Di tutti i dispetti che quella peste poteva fargli...
Katie sollevò una gamba e lasciò che alcune gocce scivolassero lungo il polpaccio. Sarebbe stata una scena sexy, se quello in cui era immersa non fosse stato il suo tè! Poteva riconoscere il pacchetto sul bordo della vasca, il colore e il profumo inconfondibile.
« Mandorla, cioccolato e caramello. Un aroma dolce, simile a quello del caffelatte. Non vuoi provare? »
Shiro provò l'istinto di cacciare uno strillo, ma sarebbe stato controproducente per la situazione.
Quella piccola disgraziata.
La sua piccola disgraziata.
La sua bellissima piccola disgraziata.
Prese un respiro e capitolò.
« Non hai idea di quanto mi sia costato quell'infuso. »
Katie ghignò.
« Più o meno come a me restare senza caffè il giorno prima dell'esame, immagino. »
« Questo non è giusto, mi metti in una posizione scomoda. Come posso arrabbiarmi con te in questo stato? »
La ragazza si sollevò a sedere, incrociando le braccia sul seno e gonfiando le guance.
« Se non ti arrabbi non c'è gusto. Con tutta la fatica che ho fatto per restare a mollo in questa roba finché non tornavi. »
Shiro ebbe l'impressione che qualche circuito di connessione del suo cervello saltasse in quell'esatto momento: non poteva essere così tremenda e così tenera allo stesso tempo, era una violazione dei suoi diritti. Avanzò dei pochi passi che lo separavano dalla vasca e le posò una mano sulla guancia.
« Posso fare finta di arrabbiarmi con questa studentessa indisciplinata? »  disse con un sorrisetto.
Katie gli circondò il collo con le braccia e lo attirò vicino, sussurrandogli: « Non sei molto credibile, sappiamo entrambi che sono la cocca del professore. »
Dopodiché gli coprì entrambe le orecchie con le mani ed esclamò a voce abbastanza alta perché il fratello la sentisse: « Matt! Ho bisogno urgente del manuale di fluidodinamica! Vai a chiederlo a Lance e, già che ci sei, fatti invitare a cena! »
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Power of Dreams

"Posso accettare di pentirmi di aver seguito un sogno che non sono riuscito a realizzare, ma non voglio pentirmi di aver rinunciato a inseguirlo."

Takagi "Shujin" Akito

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