fairy_circles: (Haikyuu!! - Tobio-chan)
[personal profile] fairy_circles
Titolo: Così dicono i libri e le canzoni
Fandom: Haikyuu!!
Rating: verde
Personaggi: Iwaizumi Hajime, Kageyama Tobio
Pairings: Iwaizumi/Kageyama
Disclaimer: Haikyuu!! e tutti i suoi personaggi appartengono a Furudate Haruichi.
Note: Questa storia partecipa al contest “Christmas Game – Puzzle Time” a cura di Fanwriter.it. Prompt: A e B non si vedono da molto tempo. Si incontrano di nuovo quando le loro famiglie/amici organizzano il cenone insieme.
Fic collegata a Tornare a volare e seguito di Okaeri, Tooru-san!

Beta:
Word count:
1555 (fdp)

L'atmosfera del locale era calda e chiassosa, la sala che era stata riservata loro molto accogliente e illuminata dalla luce dorata di diverse candele sparse negli angoli più disparati. Il ristorante scelto da Oikawa era piuttosto elegante e per questo Iwaizumi aveva temuto che non fosse il luogo più adatto per una rimpatriata festaiola, invece il personale si era rivelato molto meno rigido del previsto, tutti erano stati accolti con un sorriso e invitati a mangiare e bere a volontà.
Quel genere di incontri normalmente avrebbe messo a disagio uno come lui, un po' scontroso per natura, ma quello in particolare non l'avrebbe perso per nulla al mondo. Era l'unica occasione, a distanza di anni, di rivedere le persone che avevano avuto una parte importante nella sua adolescenza, i membri della squadra di pallavolo delle medie e delle superiori. Ormai frequentavano tutti l'università, alcuni si erano trasferiti a Tokyo o in altre prefetture, ma per le feste solitamente rientravano ed era sempre un piacere rivederli. Alcuni, come lui stesso ed Oikawa, avevano continuato a giocare nelle squadre universitarie, alcuni addirittura erano entrati nella nazionale. Un esempio ne era l'amico di sempre, un altro il ragazzo seduto accanto a lui che si guardava attorno con atteggiamento circospetto.
Iwaizumi non vedeva Kageyama dalla festa di compleanno di Oikawa dell'anno prima e tutti gli avvenimenti che ne erano seguiti lo avevano convinto a tenersi alla larga dall'ex membro della Karasuno per un po'. Non che avesse effettivi motivi di disputa con lui, ma la sensazione di disagio che ne sarebbe seguita sarebbe stata difficile da gestire. Il motivo principale era seduto accanto ad Oikawa e stava lanciando esclamazioni estatiche alla volta della ciotola di oden fumante che aveva davanti. Hinata Shoyou, teoricamente, non avrebbe dovuto avere niente a che fare con le loro rimpatriate ma, essendo una conoscenza di tutti, un nuovo acquisto della loro squadra nonché, da qualche mese a quella parte, il ragazzo di Oikawa, sarebbe stato decisamente poco carino escluderlo.
Iwaizumi era a conoscenza, tramite i racconti dello stesso Tooru, di come il suo avvicinamento sportivo e sentimentale con il rossino fosse stato difficile da digerire per Kageyama e di come, in qualche modo, avesse riaperto vecchie ferite mai davvero rimarginate. Immaginava che l'ex alzatore della Karasuno si sentisse derubato di un compagno, di un amico e forse di qualcosa che aspirava ad essere di più. Aveva dovuto accettarlo per forza di cose, ma questo non significava che ne fosse felice.
Questo era il motivo principale per cui si era stupito di trovarselo davanti: aveva immaginato che Kageyama avrebbe disertato quella rimpatriata, dopotutto, dal suo punto di vista, non avrebbe dovuto avere niente di piacevole.
Invece ora era lì, seduto accanto a lui con espressione imbronciata, che soffiava sulla propria ciotola di oden, lanciando a tutti quelli attorno a lui occhiate indagatrici. Sembrava che stesse studiando e valutando la situazione, come quando preparava una strategia prima di scendere in campo.
« Non c'è bisogno di essere così tesi. » si ritrovò a dirgli, quasi di riflesso. « Nessuno ti darà fastidio questa volta. »
Il riferimento alla festa dell'anno precedente, in cui Oikawa, forse inconsapevolmente o forse no, aveva fatto di tutto per risultare il più molesto possibile verso l'altro alzatore, era palese.
Kageyama abbassò gli occhi con espressione mortificata, come se fosse stato colto in fallo a fare qualcosa di male.
« Tutto quello che poteva darmi fastidio è già stato fatto... » borbottò.
Quelle poche parole bastarono a chiarire che le sue ipotesi non erano del tutto errate: per quanto si sforzasse di essere indifferente, di certo per Kageyama era ancora difficile vedere Hinata e Oikawa insieme. Iwaizumi lo capiva, per lui era la stessa cosa, con la differenza che nel corso degli anni ci aveva fatto il callo. Tuttavia, sapere che alle medie l'alzatore più giovane aveva avuto un'inclinazione per lui gli trasmetteva un filo di disagio. Aveva come l'impressione di dover dire qualcosa, ma non aveva la più pallida idea di cosa.
« Grazie, senpai. » lo prevenne Kageyama stesso, stupendolo. « Anche la volta scorsa hai tentato di farmi sentire a mio agio, è davvero gentile da parte tua. »
Il suo sguardo continuava ad essere basso e imbronciato, le guance rosee probabilmente per il calore che saliva dalla ciotola.
Iwaizumi immaginò come sarebbe stato accarezzarle, se Kageyama si sarebbe imbarazzato – probabilmente sì – se gli avrebbe sorriso. Non ricordava come fosse il sorriso di Kageyama su un volto diverso da quello del ragazzino delle medie che guarda affascinato il suo senpai giocare.
Stava per rispondere in modo cortese e diplomatico quando, disgraziatamente, il suo sguardo incrociò quello di Oikawa, e un sogghigno di chi la sapeva lunga nacque sulle labbra dell'ex capitano. Bastò quel minimo accenno e ogni possibile frase di circostanza evaporasse dalla mente di Iwaizumi: Tooru era davvero una spina nel fianco, per quale motivo lo stava tenendo d'occhio? O l'oggetto delle sue attenzioni era Kaeyama? In ogni caso, considerata anche la presenza di Hinata al suo fianco, quell'atteggiamento era decisamente fuori luogo.
In realtà, si disse al termine del pranzo, mentre ognuno prendeva direzioni diverse e l'amico lo salutava strizzandogli l'occhio e allontanandosi in compagnia di Hinata, forse non era l'unico ad essere ipersensibile a certe situazioni e forse, forse, non era poi così scontato che Tooru volesse dargli fastidio. Ricordava perfettamente quanto l'amico fosse stato ostile nei confronti di Kageyama quando aveva intuito la sua cotta per Hajime, e quanto crudele fosse stata la sua rivalsa, che aveva inconsapevolmente ferito entrambi, ma era passato tanto tempo. Si dice che gli anni siano in grado di smorzare anche il più intenso dei sentimenti, sia esso amore, gelosia o risentimento, e a giudicare da come si era comportato Oikawa quel giorno doveva essere stato così anche per lui: era stato ironico come sempre, ma non aveva mostrato, diversamente dal solito, quel sarcasmo sconfinante nell'astio che di solito rivolgeva al kohai. Forse la presenza e la vicinanza di Hinata gli avevano fatto bene in tal senso, aiutandolo ad essere finalmente in pace con sé stesso.
« Buona serata, Iwaizumi-san! Kageyama, ci vediamo! » li salutò il rossino agitando la mano e Hajime si ritrovò spontaneamente a sorridere: sì, di certo la vicinanza di Hinata faceva bene al carattere contorto del suo amico.
Quando si voltò, notò che anche Kageyama aveva un accenno di sorriso sul volto, gli angoli della bocca leggermente piegati all'insù. Il suo sguardo però indugiò un attimo di troppo sulle due figure che si allontanavano, velando i suoi occhi blu di malinconia.
« Vuoi parlarne? » si ritrovò a chiedere Iwaizumi prima di riuscire a frenare la lingua.
Kageyama strabuzzò gli occhi, incredulo per quella richiesta, prima di scuotere la testa lentamente.
« Non ce n'è bisogno... grazie, senpai. »
Di nuovo un ringraziamento inatteso. Kageyama era sempre stato molto rispettoso verso i senpai, alle medie come alla Karasuno, e immaginava che lo fosse tuttora all'università, però sentirsi ringraziare per quei piccoli gesti lo spiazzava e non era davvero necessario. Vedere quell'espressione delusa dietro il sorriso abbozzato faceva crescere in lui la voglia di proteggerlo come quando era un bambino, poco importava che fossero entrambi adulti, dirgli che sarebbe stata dura, ma prima o poi l'avrebbe superata.
Quel pensiero durò il tempo di un battito di ciglia, quando tornò ad alzare gli occhi vide Kageyama che s'inchinava per congedarsi.
« Passerà! » sputò fuori la sua bocca prima che il cervello si collegasse davvero.
La risposta fu uno sguardo confuso e vagamente allarmato.
Iwaizumi si schiarì la gola e tentò di recuperare una parvenza di sangue freddo: quel genere di discorsi non erano mai stati il suo forte, ma temporeggiare e girare attorno alle cose aveva portato a quella situazione assurda dove in due su quattro si stavano struggendo senza motivo.
« Possiamo tranquillamente giocare a carte scoperte, ormai, è inutile far finta di niente. » continuò con un tono più tranquillo. « Quei due ci hanno giocato proprio un bello scherzo e superare una delusione non è facile, ma passerà. Lo dicono i libri e le canzoni, lo dice chi è stato lasciato, quindi confido che sia così. »
Abbozzò un sorriso di fronte all'espressione di Kageyama che si rilassava, come se non avesse più bisogno di essere costantemente sul chi vive.
« Nessuno ci vieta di essere tristi nel frattempo, ma nessuno ci vieta nemmeno di tirarci su di morale a vicenda. Fa parecchio freddo, che ne dici di andare da qualche parte a bere qualcosa di caldo? »
Era una proposta fatta senza la minima malizia, ma vedere Kageyama arrossire un poco sulle gote gli scaldò il cuore.
« Senpai... forse un po' voglio parlarne... » fu la risposta.
E Iwaizumi sorrise, mentre gli circondava le spalle con un braccio in un gesto che aveva un po' del cameratesco e un po' dell'intimo e s'incamminava verso il caffè più vicino. Non voleva giocare a chiodo scaccia chiodo, nessuno dei due se lo meritava, ma Kageyama era una brava persona, difficilmente avrebbe ferito qualcuno per il puro gusto di farlo, inoltre aveva avuto una cotta per lui. Forse poteva permettere a sé stesso di sperare.
« Passerà davvero? » lo sentì chiedere a voce bassa.
Iwaizumi annuì stringendolo appena un po' di più.
« Così dicono i libri e le canzoni. »
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Power of Dreams

"Posso accettare di pentirmi di aver seguito un sogno che non sono riuscito a realizzare, ma non voglio pentirmi di aver rinunciato a inseguirlo."

Takagi "Shujin" Akito

July 2017

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